Oggi Alessandro compie 3 mesi. Avevo rimosso alcuni passaggi della fase 0-3 mesi (allatto sì, posso riassumere questa cosa come "due palle mostruose"):
- Procedura allattamento: se ha molta fame si attacca, stimola il riflesso di emissione, il getto di latte gli arriva in gola e si strozza...ma a differenza degli altri neonati non è che si stacca e tossisce: strabuzza gli occhi, diventa rosso e va in apnea. Continuando a cucciare. Allora mi allontano io. Quando ha finito soffia..Davvero. Soffia sulla tetta. Ho cercato su internet se c'erano precedenti, ma a quanto pare Alessandro è l'unico. Me ne farò una ragione...
- Unghie assassine: le unghiette dei neonati sono dei rasoi affilati che affondano nella vostra pelle, e per quanto voi siate accurati a tagliarle ci sarà sempre un angolino assassino che vi artiglierà la faccia. La procedura di taglio unghie:
1) Alla poppata ricordarsi di portare la forbicina apposita sul tavolino in salotto, altrimenti i vostri neuroni dimenticheranno istantaneamente della necessità di questa operazione fino a nuovo graffio.
2) quando è addormentato sulla sdraietta vicino alla finestra effettuare una manovra di avvicinamento carponi sul parquet
3) afferrare delicatamente la manina e tagliare rapidamente
4) non fare alcun rumore, non stringere troppo le microditine
5) scivolare come un giaguaro silenzioso dietro il pupo e porsi dall'altro lato per fare l'altra manina
6) nel caso di irrigidimenti o mugugni...Sospendere l'operazione e attendere la quiete.
- L'invasione di merda: non importa quale taglia o marca di pannolini usiate, quando è quella grossa trasborda. Sotto o sopra...o nei capelli alle 4 del mattino. Riesco a lavare quei body solo con l'uso della candeggina.
- The Exorcist: a volte non rigurgita per giorni. Ma ci sono giorni in cui rigurgita a getto, saltando il bavaglino e arrivando direttamente sui miei vestiti.
- Telepatia: fate questo esperimento. Mentre il pupo dorme pensate intensamente "Ora mi faccio una doccia di mezz'ora" oppure "ehi, approfitto di questa quiete per farmi una maschera di argilla/manicure/leggere un libro". Istantaneamente il pupo emetterà un suono dal suo caldo angolino di nanna, come a dire "cosa vorresti fare tu?!".
E la cosa divertente del provare tutto questo una seconda volta, è che gli stessi passatempi che avevo 3 anni e mezzo fa sono tutt'ora validi: c'è sempre una puntata della signora in giallo, o una televendita di un frullatore che ti ha sempre attirato da vedere mentre si allatta. C'è sempre un bollitore pronto per il the caldo o la tisana rilassante. C'è sempre a portata di giretto la pasticceria migliore della zona, un mercato, l'estetista che ti fa le sopracciglia col pupo addormentato accanto...Di nuovo c'è e ci sarà sempre una figlia più grande cui il pupattolo riserva i sorrisi più belli quando torna dall'asilo (a proposito: non chiamatelo asilo o si incazza...È la scuola materna. Punto.)
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mercoledì 22 gennaio 2014
sabato 26 ottobre 2013
IL MIO AMORE PERFETTO DAL MIO CORPO IMPERFETTO
Lunedì 22 ottobre ho avuto il mio secondo Giorno Migliore. L'ho avuto dopo che ho rischiato la salute, dopo che dalla mattina alla sera (letteralmente) le cose sono un po' precipitate. Ma è stato un giorno migliore. Il mio pulcino è nato a 35 settimane pieno di grinta, e di fame. È uscito fuori di corsa, come olio caldo, senza che fosse nemmeno necessario spingerlo. Ed è stata un'altra alba, erano le 4.57 del mattino. Io lo vedo e penso che sia così strano che una creaturina così perfetta sia nuovamente uscita da questo corpo così maledettamente imperfetto: sembra che tutto ciò che ho di buono io lo metta lì, nei bambini e poi non resti nulla se non avanzi. Qualche scartina ma nessuna briscola....
Forse tutto questo non ha nemmeno importanza.
Mi basta guardare Alessandro e poi guardare Simona che mi sembra così grande, con quelle mani da treenne, mentre prima mi sembrava una scriciolina. E rivedo Simona negli occhi di Alessandro, e vedo Alessandro negli occhi di Simona...Poi guardo Ivan e ha dentro entrambi, anche se li ho partoriti io.
Quindi dico a me stessa: benvenuta in questa ennesima nuova vita.
Forse tutto questo non ha nemmeno importanza.
Mi basta guardare Alessandro e poi guardare Simona che mi sembra così grande, con quelle mani da treenne, mentre prima mi sembrava una scriciolina. E rivedo Simona negli occhi di Alessandro, e vedo Alessandro negli occhi di Simona...Poi guardo Ivan e ha dentro entrambi, anche se li ho partoriti io.
Quindi dico a me stessa: benvenuta in questa ennesima nuova vita.
lunedì 28 maggio 2012
RIVERGINATION (cit.)
Giuro che non lo so il perché. Sembra che quando una ha un figlio, automaticamente riacquisti una sorta di verginità mentale e fisica. Del tipo: "Non dire queste cose, sei una mamma!", "Ehi, non parlarle così, è una mamma!". Come se il tuo status di mamma ti precluda a qualsiasi battuta a sfondo sessuale (detta o ricevuta) perché hai acquistato in purezza...Tutto questo, ovviamente, non è che accresce la tua autostima, specie se sei in periodo puerperio.
Credo sia un retaggio culturale tipicamente nostro: identificare le mamme con LA MAMMA, la propria, intoccabile e asessuata per eccellenza.
Il lato peggiore di tutto questo si manifesta se il tuo LUI si comporta così, trattandoti come una Madonna di gesso (letteralmente) e riservandoti casti bacini e carezze affettuose. Poi non è che è colpa tua se sei costretta a urlargli in faccia: "Cosa stai facendo? Cosa credi di fare così?!? Dammelo! Ti ho detto di darmelo, e subito!!!!" passando da Madonna a ninfomane nel giro di un nanosecondo.
Devo dire che a volte è colpa nostra: molte donne vivono la maternità in senso assoluto e passano se va bene un anno, ma spesso anche oltre, a dedicarsi esclusivamente al pargolo senza lasciare spazio ad altro, men che meno a se stesse; andare in giro con magliette sporche di latte è già di per sé un deterrente...Evitare di deforestarsi per mesi anche. E soprattutto non avere altri argomenti che non cacca-pappa-pediatra è assolutamente inibente. Già è difficile riprendere una vita intima normale quando la metà delle volte si viene interrotti da "Mamma?" (true story) oppure "Uuuueeeeh!", non mettiamoci anche noi!
E dunque magari una sera vi mettete giù da gara e rifilate il pupo a qualcuno (*), eh? Che ne dite?
Credo sia un retaggio culturale tipicamente nostro: identificare le mamme con LA MAMMA, la propria, intoccabile e asessuata per eccellenza.
Il lato peggiore di tutto questo si manifesta se il tuo LUI si comporta così, trattandoti come una Madonna di gesso (letteralmente) e riservandoti casti bacini e carezze affettuose. Poi non è che è colpa tua se sei costretta a urlargli in faccia: "Cosa stai facendo? Cosa credi di fare così?!? Dammelo! Ti ho detto di darmelo, e subito!!!!" passando da Madonna a ninfomane nel giro di un nanosecondo.
Devo dire che a volte è colpa nostra: molte donne vivono la maternità in senso assoluto e passano se va bene un anno, ma spesso anche oltre, a dedicarsi esclusivamente al pargolo senza lasciare spazio ad altro, men che meno a se stesse; andare in giro con magliette sporche di latte è già di per sé un deterrente...Evitare di deforestarsi per mesi anche. E soprattutto non avere altri argomenti che non cacca-pappa-pediatra è assolutamente inibente. Già è difficile riprendere una vita intima normale quando la metà delle volte si viene interrotti da "Mamma?" (true story) oppure "Uuuueeeeh!", non mettiamoci anche noi!
E dunque magari una sera vi mettete giù da gara e rifilate il pupo a qualcuno (*), eh? Che ne dite?
(*) Se siete nei primi mesi, questo si tradurrà in "me la dormo dalle 8 di sera alle 8 di mattina come se non ci fosse un domani".
domenica 25 settembre 2011
DPP: IL MOSTRO (NON) RARO
Ho letto ieri, casualmente, un articolo sull'incidenza della Depressione Post Parto (DPP) nel mondo. Premetto che io NON so cosa sia, perché non ne ho sofferto (vivaddio), ma posso dire che alcune sensazioni le ho provate anche io, le abbiamo provate tutte, credo. Sui sintomi, il baby blues ecc. ecc. ci si può informare leggendo libri o cercando su internet, non voglio parlare di quello. Vorrei proporvi delle istantanee di ciò che si prova, che si arriva a provare.
Metti una sera, sei arrivata a casa da pochi giorni, sei alla tua...Mettiamo terza notte di allattamento, non fai più di due ore di sonno di fila, col risultato che appena ti addormenti sogni e sono sogni pieni di inquietudine e stranezze. Senti un mugolio, la bimba si sta svegliando, hai il seno dolente e pieno, hai i capezzoli che strillano pietà, ma soprattutto hai un mal di testa e una irresistibile, dico IRRESISTIBILE voglia di chiudere gli occhi e far finta di niente, perché hai bisogno di dormire, che cavolo! E' dal giorno del parto che non dormi come si deve! Senti le membra pesanti e ti attardi un minuto, ma dall'altra parte senti che mugola. Magari pietoso il tuo compagno può anche alzarsi e iniziare a cambiarla, ma non cambia lo status quo: tra qualche secondo DEVI tirar fuori questa tetta, DEVI sentirti svuotare ancora mentre gli occhi ti si chiudono e pensi che non puoi farcela, non puoi fare così per altri giorni, figurarsi per MESI. E senti lo sconforto di chi non si può sottrarre. Vi assicuro che è una sensazione così reale: quello che provate per vostro figlio non c'entra. C'è solo, ad un certo punto, quel senso di inevitabile dovere che genera un piccolo uccellino di panico che frulla le ali nel vostro cervello. Perché è lì che realizzate "Mio Dio, ma non potrò sottrarmi MAI, questo è l'impegno PERENNE...Io...Io non voglio questo!"
Metti qualche mese dopo: siete in piena maternità, avete un ritmo giorno/notte più o meno consolidato. Vi svegliate (ottimisticamente) prima delle 7 del mattino e mentre il vostro Lui va al lavoro, passate la giornata con vostro figlio. E ad un certo punto vi rendete conto che vivete giornate tutte uguali: vi rendete conto che è la terza giornata di fila che incastrate una sessione d'allattamento tra uno spazzolamento del frigorifero e una doccia mentre il pupo fa un riposino. Che quando il vostro compagno rientra la sera vi rendete conto che sono almeno 6 ore che non parlate con nessuno all'infuori del piccolo marmocchio pelato che vi fissa senza capire. E che non avete nemmeno nulla di interessante da dire.
Metti che sono tre ore che piange e che sei sola e che ti sta salendo il nervoso perché è un pianto da colica, di quelli che straziano le orecchie e i nervi, che ti vengono in mente le cose più orribili del mondo e ti spaventano, ma hai delle immagini nella testa...Immagini che ti terrorizzano nel profondo, ma non riesci a scacciarle del tutto...
Ho scritto queste cose adesso, perché è passato abbastanza tempo per poter dire con sollievo "questa fase è passata". Ma ricordo ogni cosa con grande lucidità, e ricordo anche che per quanto "chiedi aiuto" sia la cosa più saggia da dire, spesso non riesci a rendere la misura dello sconforto che ti prende in certi momenti. Non puoi chiedere aiuto, perché la rabbia e la frustrazione che ti colgono non riescono a misurarsi a parole, e perché non vuoi apparire petulante o lamentosa. Ci sono momenti in cui guardi in faccia la bestia da molto vicino, ma sono convinta che nella maggior parte dei casi, sei abbastanza forte da affrontarla.
Metti una sera, sei arrivata a casa da pochi giorni, sei alla tua...Mettiamo terza notte di allattamento, non fai più di due ore di sonno di fila, col risultato che appena ti addormenti sogni e sono sogni pieni di inquietudine e stranezze. Senti un mugolio, la bimba si sta svegliando, hai il seno dolente e pieno, hai i capezzoli che strillano pietà, ma soprattutto hai un mal di testa e una irresistibile, dico IRRESISTIBILE voglia di chiudere gli occhi e far finta di niente, perché hai bisogno di dormire, che cavolo! E' dal giorno del parto che non dormi come si deve! Senti le membra pesanti e ti attardi un minuto, ma dall'altra parte senti che mugola. Magari pietoso il tuo compagno può anche alzarsi e iniziare a cambiarla, ma non cambia lo status quo: tra qualche secondo DEVI tirar fuori questa tetta, DEVI sentirti svuotare ancora mentre gli occhi ti si chiudono e pensi che non puoi farcela, non puoi fare così per altri giorni, figurarsi per MESI. E senti lo sconforto di chi non si può sottrarre. Vi assicuro che è una sensazione così reale: quello che provate per vostro figlio non c'entra. C'è solo, ad un certo punto, quel senso di inevitabile dovere che genera un piccolo uccellino di panico che frulla le ali nel vostro cervello. Perché è lì che realizzate "Mio Dio, ma non potrò sottrarmi MAI, questo è l'impegno PERENNE...Io...Io non voglio questo!"
Metti qualche mese dopo: siete in piena maternità, avete un ritmo giorno/notte più o meno consolidato. Vi svegliate (ottimisticamente) prima delle 7 del mattino e mentre il vostro Lui va al lavoro, passate la giornata con vostro figlio. E ad un certo punto vi rendete conto che vivete giornate tutte uguali: vi rendete conto che è la terza giornata di fila che incastrate una sessione d'allattamento tra uno spazzolamento del frigorifero e una doccia mentre il pupo fa un riposino. Che quando il vostro compagno rientra la sera vi rendete conto che sono almeno 6 ore che non parlate con nessuno all'infuori del piccolo marmocchio pelato che vi fissa senza capire. E che non avete nemmeno nulla di interessante da dire.
Metti che sono tre ore che piange e che sei sola e che ti sta salendo il nervoso perché è un pianto da colica, di quelli che straziano le orecchie e i nervi, che ti vengono in mente le cose più orribili del mondo e ti spaventano, ma hai delle immagini nella testa...Immagini che ti terrorizzano nel profondo, ma non riesci a scacciarle del tutto...
Ho scritto queste cose adesso, perché è passato abbastanza tempo per poter dire con sollievo "questa fase è passata". Ma ricordo ogni cosa con grande lucidità, e ricordo anche che per quanto "chiedi aiuto" sia la cosa più saggia da dire, spesso non riesci a rendere la misura dello sconforto che ti prende in certi momenti. Non puoi chiedere aiuto, perché la rabbia e la frustrazione che ti colgono non riescono a misurarsi a parole, e perché non vuoi apparire petulante o lamentosa. Ci sono momenti in cui guardi in faccia la bestia da molto vicino, ma sono convinta che nella maggior parte dei casi, sei abbastanza forte da affrontarla.
sabato 28 maggio 2011
SE FOSSE...
Se fosse nata adesso, in farmacia scoprirei le micidiali pericolosità del bisfenolo, che dovrebbe aver intossicato MILIONI di bambini, allora mi premurerei di comprarle biberon senza bisfenolo.
Se fosse nata adesso, saprei che la tisana al finocchio (con la quale sono cresciuta io, mia sorella, mio fratello e miliardi di marmocchi) contiene un agente tossico.
Se fosse nata adesso: esistono biberon della chicco di dimensioni spropositate per contenere 400 ml di latte, QUALE BAMBINO BEVE IN UNA VOLTA OLTRE 400 ML DI LATTE?!?!?!
Invece...
Se fosse nata 10 anni fa a nessuno sarebbe importato QUANTO TEMPO l'avrei allattata al seno o se avrebbe preso o meno il ciuccio...Ma forse dovrei ancora fare la stramaledetta doppia-pesata.
Se fosse nata 10 anni fa, sarebbe nata a 40 settimane perché non si facevano tutti questi controlli, e forse la preeclampsia non mi sarebbe mai stata diagnosticata se non durante il parto.
Se fosse nata 10 anni fa io avrei avuto 23 anni, un fisico più adatto alla maternità e forse la voglia di fare ALMENO altri 2 figli.
Punti di vista.
Se fosse nata adesso, saprei che la tisana al finocchio (con la quale sono cresciuta io, mia sorella, mio fratello e miliardi di marmocchi) contiene un agente tossico.
Se fosse nata adesso: esistono biberon della chicco di dimensioni spropositate per contenere 400 ml di latte, QUALE BAMBINO BEVE IN UNA VOLTA OLTRE 400 ML DI LATTE?!?!?!
Invece...
Se fosse nata 10 anni fa a nessuno sarebbe importato QUANTO TEMPO l'avrei allattata al seno o se avrebbe preso o meno il ciuccio...Ma forse dovrei ancora fare la stramaledetta doppia-pesata.
Se fosse nata 10 anni fa, sarebbe nata a 40 settimane perché non si facevano tutti questi controlli, e forse la preeclampsia non mi sarebbe mai stata diagnosticata se non durante il parto.
Se fosse nata 10 anni fa io avrei avuto 23 anni, un fisico più adatto alla maternità e forse la voglia di fare ALMENO altri 2 figli.
Punti di vista.
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domenica 23 gennaio 2011
ROOM-IN H24? NO, GRAZIE.
Facciamo un passo indietro, sull'onda dell'evento della settimana: sono diventata nuovamente zia. Mia cognata ha avuto una splendida bimba ed è ancora in ospedale.
Le telefono (visto che siamo tutti malati, abbiamo evitato di portare germi alla neonata, non ci sembrava un buon regalo di benvenuta nel mondo): "Come va allora? Stanca?" "Sì, poi...Qui non te la tengono mai, ce l'ho in camera sempre. Me la sono messa persino nel letto a dormire! Io ho male alla ferita, e sono stanca..."
Nella maggior parte degli ospedali si pratica il room-in h24. Per la struttura è un risparmio considerevole, e la maggior parte delle mamme che non lo sono ancora, vede la cosa come un "prepararsi" a tornare a casa...Già. Perché se domandate a chi ci è passato vi dirà che avrebbe dato qualsiasi cosa per poter dormire un po' dopo il parto. Una mia amica ha dovuto supplicare un'ostetrica perché le tenesse la bambina per due ore, dopo 48 ore di totale privazione di sonno (ha partorito di notte). Nella struttura dove sta mia cognata tegono i bimbi al nido solo la prima notte e dopo due ore comunque te la portano per l'allattamento.
Io non sono molto favorevole a questo tipo di metodo, per quanto sia "romantico". Ho visto soluzioni migliori, per esempio dove ho partorito io.
Ore 00:00 - 05:30 i bimbi stanno al nido.
05:30 - 06:30 prima poppata del mattino, il bimbo ti viene portato in camera
06:30 - 08:30 visite dei pediatri, i bimbi sono ancora al nido
ore 08:30 - 11:30 room-in oppure puoi recarti tu al nido per allattare e fare pratica di cambio pannolini ecc ecc..
ore 11:30 - 13:00 visita parenti e pranzo: i bimbi al nido
ore 13:00 - 18:30 room-in o nido a tua scelta (tra le 16 e le 17 tutti i giorni c'è un corso di puericultura, ho partecipato tutti i giorni!)
ore 18:30 -20:00 visita parenti e cena: i bimbi al nido
ore 20:00 - 00:00 room-in o nido.
Che ne pensate?
Hai 5 ore di sonno tutte tue, puoi spupazzarti e tenerti attaccato il tuo bambino per la maggior parte del tempo se non in intervalli ragionevoli per mangiare, vedere i parenti (anche se non ne hai voglia!) e farti una doccia. Tuo marito/compagno può stare con te in camera o nel nido quando c'è il room-in, può partecipare ai corsi, fanno provare il cambio pannolino anche ai neo-papà (con scene spesso molto spassose), e puoi fare tutte le domande che vuoi alle puericultrici. E la mia bambina, ma non è una regola, è tornata a casa che la notte si faceva la tirata di 4-5 ore dopo la mezzanotte!
C'è la possibilità che vi riposiate, che torniate a casa (e lì comincia la vera faticaccia) con almeno 5 ore di sonno alle spalle. NON E' POCO.
Io preferisco così, sono stata soddisfatta, passavo il mio tempo al nido, perché in camera c'era un caldo asfissiante, le poltrone del nido erano molto comode, c'erano svariati cuscini per l'allattamento, potevo chiaccherare con le mie compagne e avevo a disposizione lavandini, pannolini, detergenti e tutto per fare i cambi (in camera era più disagevole, anche se avevo comunque sempre a disposizione il necessaire per cambiarla). Che volere di più?
Le telefono (visto che siamo tutti malati, abbiamo evitato di portare germi alla neonata, non ci sembrava un buon regalo di benvenuta nel mondo): "Come va allora? Stanca?" "Sì, poi...Qui non te la tengono mai, ce l'ho in camera sempre. Me la sono messa persino nel letto a dormire! Io ho male alla ferita, e sono stanca..."
Nella maggior parte degli ospedali si pratica il room-in h24. Per la struttura è un risparmio considerevole, e la maggior parte delle mamme che non lo sono ancora, vede la cosa come un "prepararsi" a tornare a casa...Già. Perché se domandate a chi ci è passato vi dirà che avrebbe dato qualsiasi cosa per poter dormire un po' dopo il parto. Una mia amica ha dovuto supplicare un'ostetrica perché le tenesse la bambina per due ore, dopo 48 ore di totale privazione di sonno (ha partorito di notte). Nella struttura dove sta mia cognata tegono i bimbi al nido solo la prima notte e dopo due ore comunque te la portano per l'allattamento.
Io non sono molto favorevole a questo tipo di metodo, per quanto sia "romantico". Ho visto soluzioni migliori, per esempio dove ho partorito io.
Ore 00:00 - 05:30 i bimbi stanno al nido.
05:30 - 06:30 prima poppata del mattino, il bimbo ti viene portato in camera
06:30 - 08:30 visite dei pediatri, i bimbi sono ancora al nido
ore 08:30 - 11:30 room-in oppure puoi recarti tu al nido per allattare e fare pratica di cambio pannolini ecc ecc..
ore 11:30 - 13:00 visita parenti e pranzo: i bimbi al nido
ore 13:00 - 18:30 room-in o nido a tua scelta (tra le 16 e le 17 tutti i giorni c'è un corso di puericultura, ho partecipato tutti i giorni!)
ore 18:30 -20:00 visita parenti e cena: i bimbi al nido
ore 20:00 - 00:00 room-in o nido.
Che ne pensate?
Hai 5 ore di sonno tutte tue, puoi spupazzarti e tenerti attaccato il tuo bambino per la maggior parte del tempo se non in intervalli ragionevoli per mangiare, vedere i parenti (anche se non ne hai voglia!) e farti una doccia. Tuo marito/compagno può stare con te in camera o nel nido quando c'è il room-in, può partecipare ai corsi, fanno provare il cambio pannolino anche ai neo-papà (con scene spesso molto spassose), e puoi fare tutte le domande che vuoi alle puericultrici. E la mia bambina, ma non è una regola, è tornata a casa che la notte si faceva la tirata di 4-5 ore dopo la mezzanotte!
C'è la possibilità che vi riposiate, che torniate a casa (e lì comincia la vera faticaccia) con almeno 5 ore di sonno alle spalle. NON E' POCO.
Io preferisco così, sono stata soddisfatta, passavo il mio tempo al nido, perché in camera c'era un caldo asfissiante, le poltrone del nido erano molto comode, c'erano svariati cuscini per l'allattamento, potevo chiaccherare con le mie compagne e avevo a disposizione lavandini, pannolini, detergenti e tutto per fare i cambi (in camera era più disagevole, anche se avevo comunque sempre a disposizione il necessaire per cambiarla). Che volere di più?
venerdì 10 dicembre 2010
ALLATTAMENTO, OVVERO "Come sopravvivere alla lega del latte"
Ho allattato fino a 3 mesi e mezzo, avrei continuato ma il latte è andato via alla quinta mia colica biliare. Ne avevo pochisssimo alla fine, 30 grammi a volta, e ho preferito passare direttamente all'artificiale per non farmi menate con l'aggiunta.
Ciò premesso, e in considerazione del fatto che sono a favorissimo dell'allattamento al seno, mi sento di portare la mia esperienza in quanto sto notando una tendenza che trovo piuttosto distruttiva: considerare le mamme solo ed esclusivamente come mucche da latte.
Esagero? Forse, fatto sta che in cliniche come la Mangiagalli ti fanno vedere filmanti di famiglie svedesi le cui donne allattano fino ai 4 anni del bambino. A parte che rabbrividisco all'idea di attaccare al seno mio figlio in piena fase di autoesplorazione sessuale. Quanto deve andare avanti a sviluppare la fase orale?!
Allora tu, donna sana di mente, li osservi e dici ok, ma poi faccio a modo mio!. Il fatto è che quando hai appena partorito NON SEI SANA DI MENTE, PER NULLA.
Le ostetriche / esperte della lega del latte (per info leggi qui) sostengono in sostanza che nessuna donna (se non in pochissime percentuali con patologie) è impossibilitata ad allattare, si tratta solo di volontà e pazienza. Verissimo, da un punto di vista scientifico. Ma non c'è solo quello. Per alcune donne è troppo stressante allattare al seno (stressante lo è, ne ho esperienza, e io ho sempre avuto molto latte, una figlia molto regolare con gli orari, mi immagino chi si deve spremere e ha figli che mangiano ogni ora). Ma, mentre trovo che una madre che decide o è costretta a non allattare è una buona madre come le altre, ritengo che una madre stressata che piange ogni volta che attacca suo figlio al seno, non riesce a dormire mai, rischi di non esserlo più.
Io penso che sia meglio per un figlio una madre serena e partecipativa che una incupita dall'ansia...
Io ho allattato con stanchezza, certo, specie di notte, ma sono sempre stata serena, mi veniva naturale. Quando il latte è mancato mi sono detta che non era da me fare la doppia pesata ogni volta per poi integrare con il latte artificiale (non era sufficiente sostituire un pasto), volevo che Simona avesse una madre che la porta a spasso, la fa ridere e ride con lei.
Come sono passata all'artificiale senza problemi? Semplice: le ho sempre dato il biberon (con il mio latte tirato) almeno una volta a settimana, e lei non ha mai avuto problemi ad adattarsi alle tettarelle. Lo dico perché non è così automatico e perché talune ostetriche ti dicono di non dare il biberon se non strettamente necessario per non confondere il neonato. Io a 15 giorni mi sono tirata il latte e sono andata dal parrucchiere lasciando la nanerottola a suo padre. Non era necessario, è vero, ma sono tornata serena e sorridente, e suo padre si è sentito utile.
Al consultorio mi avevano anche detto di non usare il ciuccio per il primo mese. Beh, non le ho seguite. Lo ha sempre preso, senza problemi. Ho pensato che l'idea di infilarle un mio dito in bocca per delle mezz'ore era quanto meno inquietante. Né avevo alcuna intenzione di attaccarla al seno ogni volta che aveva qualche rogna (colichetta, noia, difficoltà a dormire).
Non per tutti è così, ogni bambino è a sé. Ma proprio per questo, tu madre cerca di fidarti un po' del tuo istinto, che diamine, ce l'hanno tutti i mammiferi!
Se i tuoi due gemelli sono impegnativi e non te la senti di allattare, va benissimo, lascia perdere chi ti guarda in cagnesco perché hai i seni intonsi! I tuoi figli stanno bene e sono sereni? Allora SEI una buona madre.
Ciò premesso, e in considerazione del fatto che sono a favorissimo dell'allattamento al seno, mi sento di portare la mia esperienza in quanto sto notando una tendenza che trovo piuttosto distruttiva: considerare le mamme solo ed esclusivamente come mucche da latte.
Esagero? Forse, fatto sta che in cliniche come la Mangiagalli ti fanno vedere filmanti di famiglie svedesi le cui donne allattano fino ai 4 anni del bambino. A parte che rabbrividisco all'idea di attaccare al seno mio figlio in piena fase di autoesplorazione sessuale. Quanto deve andare avanti a sviluppare la fase orale?!
Allora tu, donna sana di mente, li osservi e dici ok, ma poi faccio a modo mio!. Il fatto è che quando hai appena partorito NON SEI SANA DI MENTE, PER NULLA.
Le ostetriche / esperte della lega del latte (per info leggi qui) sostengono in sostanza che nessuna donna (se non in pochissime percentuali con patologie) è impossibilitata ad allattare, si tratta solo di volontà e pazienza. Verissimo, da un punto di vista scientifico. Ma non c'è solo quello. Per alcune donne è troppo stressante allattare al seno (stressante lo è, ne ho esperienza, e io ho sempre avuto molto latte, una figlia molto regolare con gli orari, mi immagino chi si deve spremere e ha figli che mangiano ogni ora). Ma, mentre trovo che una madre che decide o è costretta a non allattare è una buona madre come le altre, ritengo che una madre stressata che piange ogni volta che attacca suo figlio al seno, non riesce a dormire mai, rischi di non esserlo più.
Io penso che sia meglio per un figlio una madre serena e partecipativa che una incupita dall'ansia...
Io ho allattato con stanchezza, certo, specie di notte, ma sono sempre stata serena, mi veniva naturale. Quando il latte è mancato mi sono detta che non era da me fare la doppia pesata ogni volta per poi integrare con il latte artificiale (non era sufficiente sostituire un pasto), volevo che Simona avesse una madre che la porta a spasso, la fa ridere e ride con lei.
Come sono passata all'artificiale senza problemi? Semplice: le ho sempre dato il biberon (con il mio latte tirato) almeno una volta a settimana, e lei non ha mai avuto problemi ad adattarsi alle tettarelle. Lo dico perché non è così automatico e perché talune ostetriche ti dicono di non dare il biberon se non strettamente necessario per non confondere il neonato. Io a 15 giorni mi sono tirata il latte e sono andata dal parrucchiere lasciando la nanerottola a suo padre. Non era necessario, è vero, ma sono tornata serena e sorridente, e suo padre si è sentito utile.
Al consultorio mi avevano anche detto di non usare il ciuccio per il primo mese. Beh, non le ho seguite. Lo ha sempre preso, senza problemi. Ho pensato che l'idea di infilarle un mio dito in bocca per delle mezz'ore era quanto meno inquietante. Né avevo alcuna intenzione di attaccarla al seno ogni volta che aveva qualche rogna (colichetta, noia, difficoltà a dormire).
Non per tutti è così, ogni bambino è a sé. Ma proprio per questo, tu madre cerca di fidarti un po' del tuo istinto, che diamine, ce l'hanno tutti i mammiferi!
Se i tuoi due gemelli sono impegnativi e non te la senti di allattare, va benissimo, lascia perdere chi ti guarda in cagnesco perché hai i seni intonsi! I tuoi figli stanno bene e sono sereni? Allora SEI una buona madre.
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