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mercoledì 9 novembre 2011

ARAGOSTA IN BELLAVISTA

Non sono il dottor House, nonostante qualcuno lo creda. In primo luogo sono grassa, e poi non zoppico se non ho le scarpe strette. Non mi credo minimamente un pediatra, ma non per questo devo chiamarlo ogni volta che c'è un po' di moccio nell'aria. Sto affrontando un eritema da pannolino piuttosto insistente; sto vincendo io, anche se il culo di Simona è stato di un colore pericolosamente vicino a quello dell'aragosta. 

Le giornate con una bimba piena di virus gastrointestinale possono essere luuuunghe, molto lunghe. Visto e considerato che devi cambiare una ventina di pannolini pieni di orribile orribile roba giallastra dall'odore simile alla morte. Se non sei madre di un'idrovora, probabilmente devi anche affrontare lunghe giornate di inappetenza a tutto, e sei tu per prima nauseata nel proporre pastina e frutta cotta della quale mangerà forse un cucchiaio. Non è il caso di Simona, a lei è successo che la dissenteria le abbia letteralmente scottato le chiappette. Ha passato due giorni senza sedersi per il dolore e mia madre, che di figli ne ha tirati su tre, qualcosa vorrà pur dire, le faceva bidet alla camomilla tiepida. Io non ci avrei mai pensato. Ma funziona, le dava sollievo. 
Ho passato dalla classica fissan, ad alcuni campioncini di creme da eritema, finché la mia farmacista mi ha fatto provare una crema adatta agli eritemi più tosti, che ha fatto il miracolo. Dopo il rossore, sono venute fuori alcune vescichette molto circoscritte, e solo esterne...Mi sono ricordata che la candida spesso di sovraimpone all'eritema, specie se tosto. Le ho messo una crema fingicida (che non le avrebbe fatto danno, al più non le avrebbe fatto nulla) e ho vinto. Senza pediatra. Stavolta. Ed è tornata all'asilo pronta per la prossima battaglia (dopotutto ci stiamo avvicinando all'inverno!).


In appena 16 mesi mi sono creata un algoritmo standard per affrontare i malanni lievi o conosciuti, mi do qualche giorno per vedere le evoluzioni, poi se proprio prende una piega inaspettata, mi attacco a chiamare la pediatra che è praticamente SEMPRE irreperibile. Quando le cose non mi sono piaciute PER NIENTE siamo stati in ospedale.
Ho già parlato del seguire l'istinto. Beh, finora ci ha assistito bene. Istinto, eh, non incoscienza: non siamo il dottor House, siamo solo mamme.

domenica 25 settembre 2011

DPP: IL MOSTRO (NON) RARO

Ho letto ieri, casualmente, un articolo sull'incidenza della Depressione Post Parto (DPP) nel mondo. Premetto che io NON so cosa sia, perché non ne ho sofferto (vivaddio), ma posso dire che alcune sensazioni le ho provate anche io, le abbiamo provate tutte, credo. Sui sintomi, il baby blues ecc. ecc. ci si può informare leggendo libri o cercando su internet, non voglio parlare di quello. Vorrei proporvi delle istantanee di ciò che si prova, che si arriva a provare.

Metti una sera, sei arrivata a casa da pochi giorni, sei alla tua...Mettiamo terza notte di allattamento, non fai più di due ore di sonno di fila, col risultato che appena ti addormenti sogni e sono sogni pieni di inquietudine e stranezze. Senti un mugolio, la bimba si sta svegliando, hai il seno dolente e pieno, hai i capezzoli che strillano pietà, ma soprattutto hai un mal di testa e una irresistibile, dico IRRESISTIBILE voglia di chiudere gli occhi e far finta di niente, perché hai bisogno di dormire, che cavolo! E' dal giorno del parto che non dormi come si deve! Senti le  membra pesanti e ti attardi un minuto, ma dall'altra parte  senti che mugola. Magari pietoso il tuo compagno può anche alzarsi e iniziare a cambiarla, ma non cambia lo status quo: tra qualche secondo DEVI tirar fuori questa tetta, DEVI sentirti svuotare ancora mentre gli occhi ti si chiudono e pensi che non puoi farcela, non puoi fare così per altri giorni, figurarsi per MESI. E senti lo sconforto di chi non si può sottrarre. Vi assicuro che è una sensazione così reale: quello che provate per vostro figlio non c'entra. C'è solo, ad un certo punto, quel senso di inevitabile dovere che genera un piccolo uccellino di panico che frulla le ali nel vostro cervello. Perché è lì che realizzate "Mio Dio, ma non potrò sottrarmi MAI, questo è l'impegno PERENNE...Io...Io non voglio questo!"

Metti qualche mese dopo: siete in piena maternità, avete un ritmo giorno/notte più o meno consolidato. Vi svegliate (ottimisticamente) prima delle 7 del mattino e mentre il vostro Lui va al lavoro, passate la giornata con vostro figlio. E ad un certo punto vi rendete conto che vivete giornate tutte uguali: vi rendete conto che è la terza giornata di fila che incastrate una sessione d'allattamento tra uno spazzolamento del  frigorifero e una doccia mentre il pupo fa un riposino. Che quando il vostro compagno rientra la sera vi rendete conto che sono almeno 6 ore che non parlate con nessuno all'infuori del piccolo marmocchio pelato che vi fissa senza capire. E che non avete nemmeno nulla di interessante da dire.



Metti che sono tre ore che piange e che sei sola e che ti sta salendo il nervoso perché è un pianto da colica, di quelli che straziano le orecchie e i nervi, che ti vengono in mente le cose più orribili del mondo e ti spaventano, ma hai delle immagini nella testa...Immagini che ti terrorizzano nel profondo, ma non riesci a scacciarle del tutto...


Ho scritto queste cose adesso, perché è passato abbastanza tempo per poter dire con sollievo "questa fase è passata". Ma ricordo ogni cosa con grande lucidità, e ricordo anche che per quanto "chiedi aiuto" sia la cosa più saggia da dire, spesso non riesci a rendere la misura dello sconforto che ti prende in certi momenti. Non puoi chiedere aiuto, perché la rabbia e la frustrazione che  ti colgono non riescono a misurarsi a parole, e perché non vuoi apparire petulante o lamentosa. Ci sono momenti in cui guardi in faccia la bestia da molto vicino, ma sono convinta che nella maggior parte dei casi, sei abbastanza forte da affrontarla.

martedì 30 agosto 2011

ESENTI DA RISCHI?

Non c'è niente di esente da rischi. Neppure la tachipirina o lo sciroppo per la tosse. Quindi mi sono ritrovata a discutere di vaccinazioni con una persona che è contraria anche ai vaccini obbligatori. Non so cosa ne pensiate voi, ma i rischi legati ai vaccini per me sono meno...come dire...spaventosi dei rischi di una poliomelite o un tetano.
Mi viene detto "Ok, però il morbillo? Io l'ho fatto da piccolo perché dovrei vaccinarlo/a?" e io penso: ok, tu l'hai fatto e sei sopravvissuto senza problemi, come la maggior parte dei bambini, ma c'è una quota di bambini che sono MORTI di morbillo, per complicanze respiratorie. 
"Perché vaccinare contro il meningococco se ci sono ennemila ceppi diversi da cui non sarà protetta?" Vero, però perché dovrei lasciare che sia contagiabile da ennemila+1? 
Capisco ogni punto di vista, ma davvero IO non me la sento di correre rischi inutili, quando posso evitarlo. E ogni "SI-MA" del caso va a farsi benedire nella mia testa, perché i rischi di shock anafilattico o reazioni a lungo termine sono esigui rispetto ai rischi delle malattie che potrebbe contrarre. Io sono per DEBELLARE le malattie, non per conviverci.
Tutto questo per dire che oggi la mocciosa dovrà subire ben due punturine, di cui una sul braccio e non sarò con lei, stavolta: ci andrà il suo papà che dovrà farle tante coccole per riparare all'ingiustizia della puncicatura subìta.

mercoledì 6 luglio 2011

SIMONA'S ANATOMY

Domenica la nostra serata si è conclusa al pronto soccorso pediatrico di Niguarda. 
E' un ottimo PS Pediatrico, per altro. Comunque essendo la nostra prima gita all'ospedale per la piccola (che piangeva dalle 2 del pomeriggio con l'addome rigido e dolente), eravamo un pelo su di giri, almeno io lo ero...Lui anche...A dispetto dell'aria da padre vissuto, era nervoso. Premesso che la nana sta bene, era solo bronchite, sono passati, nell'ordine: la sonda rettale per verificare che non avesse ostruzioni intestinali. UN METRO di sonda, io pensavo al mio sondino arancione che usavo quando aveva le coliche, questo aveva un diametro di quasi 1 cm e una lunghezza spropositata. Dopodiché hanno cercato di metterle un cateterino venoso, ma senza successo, per prelevare ed eventualmente infondere liquidi. Siccome era digiuna dal pranzo, le venuzze si rompevano e non era possibile il prelievo. Quindi ci hanno spedito a fare le lastre al torace e addome, incamiciando nel piombo le mie ovaie e i suoi girini...Poi siamo tornati in pediatria, l'ho fatta bere un po' (continuava ad addormentarsi sfinita), le hanno auscultato di nuovo i polmoni, guardato gola e orecchie, e fatto finalmente il prelievo sulla mano con la farfalla...
In tutto questo siamo rimasti con lei, collaborando con le infermiere e la pediatra per tenerla ferma, mentre con gli occhi lucidi mi guardava come a dire "perché?! Che t'ho fatto?!" e a me veniva il magone, ma mi sono trattenuta, anche mentre vedevo l'ago che cercava di bucare la dannata vena, e la rompeva e pensavo "Perdio, ma non potete fare più in fretta?", e le tenevo la testa o le gambe...
Il passaggio al pronto soccorso è un'OTTIMA scuola di pazienza, e autocontrollo, specie se vedi arrivare genitori folli con bambini visibilmente ustionati da una giornata di sole senza protezione, e ti verrebbe voglia di aggredirli per la loro stupidità.
Lucidamente posso dire che non ero preoccupata che avesse qualcosa di serio (al più era polmonite, niente di bello o semplice, ma pur sempre curabile piuttosto facilmente), ero triste per lei che subiva senza capire, che piangeva incessantemente crollandomi sulla spalla stanca come non mai. E noi dovevamo mostrarci sorridenti e rassicuranti in ogni istante, perché è così che si deve fare. Mi sono sentita genitore forse nella maniera più completa che avessi mai provato.

lunedì 6 giugno 2011

HAI DETTO PONTE?

Sono incappata nel classico dei classici: 4 giorni di ponte e la notte prima la mocciosa ha 39 e rotti di febbre. Che uno dice fortuna che non dovevamo andare da nessuna parte! Sì, grazie al...Perché così me ne sono stata 4 giorni rintanata in casa, complice anche un tempo da monsoni...
La cosa bizzarra è che con 39,5 effettivi (40 rettali) saltella e canticchia felice, con gli occhi lucidi e le gote arrossate. Come nulla fosse...Io sarei già in uno stato di precoma probabilmente. Lei invece mostra tutte le sue bizzatte qualità da quasi-unenne: applaude alla tv, ride dei propri peti (parliamone, manco un camionista obeso riempito di fagioli!) e dei propri starnuti e, incredibilmente, si fa lavare i suoi DUE dentini con diligente pazienza. Poi chiama mammappappa, che dev'essere un modo per chiamarci entrambi senza troppo sbattimento; si muove per casa in retromarcia, si tira su sui mobili per prendere ciò che non deve, si fa portare a spasso per fare 4 passi... Per stenderla ci vogliono le supposte di tachipirina che le danno una certa sonnolenza. Io a fine serata ero sfinita, lei sfebbrata definitivamente.

sabato 28 maggio 2011

SE FOSSE...

Se fosse nata adesso, in farmacia scoprirei le micidiali pericolosità del bisfenolo, che dovrebbe aver intossicato MILIONI di bambini, allora mi premurerei di comprarle biberon senza bisfenolo.
Se fosse nata adesso, saprei che la tisana al finocchio (con la quale sono cresciuta io, mia sorella, mio fratello e miliardi di marmocchi) contiene  un agente tossico.
Se fosse nata adesso: esistono biberon della chicco di dimensioni spropositate per contenere 400 ml di latte, QUALE BAMBINO BEVE IN UNA VOLTA OLTRE 400 ML DI LATTE?!?!?!
Invece...
Se fosse nata 10 anni fa a nessuno sarebbe importato QUANTO TEMPO l'avrei allattata al seno o se avrebbe preso o meno il ciuccio...Ma forse dovrei ancora fare la stramaledetta doppia-pesata.
Se fosse nata 10 anni fa, sarebbe nata a 40 settimane perché non si facevano tutti questi controlli, e forse la preeclampsia non mi sarebbe mai stata diagnosticata se non durante il parto.
Se fosse nata 10 anni fa io avrei avuto 23 anni, un fisico più adatto alla maternità e forse la voglia di fare ALMENO altri 2 figli.

Punti di vista.


mercoledì 19 gennaio 2011

ESSERE MALATI E NON POTER ESSERLO

Sono 2...anzino...3...4 giorni, sì quattro. La casa sembra un lazzaretto, Ivan ha la febbre da sabato, contando che domenica ha raggiunto i 39,9. Non si lamenta, è buono, soffre con dignità. Strano, per essere un uomo.
Io ho i bronchi infiammati, le orecchie che fanno male, il naso viola, ma la febbre sta passando.  Per ora la piccola regge, sembra non avere nulla, ma l'aspetto al varco. Qual è la morale? Da madre NON PUOI ammalarti, perché comunque devi occuparti di lei, comunque devi occuparti del resto, comunque hai mille pensieri per la testa. Fino a qualche mese fa mi sarei messa a letto per 24 ore col nintendo DS o un buon libro e una tisana. 
Invece ora è MAAAAH! oppure EEEEEH! la mattina alle 8 meno 1/4 (sì, so BENISSIMO di essere fortunatissima per il fatto che mia figlia dorma dalle 9 di sera alle 8 del mattino, fatemi causa, che vi devo dire?!), latte e biscotto, pisolino, gioco sul tappeto, altro pisolino di 10 minuti prima di mangiare, pappona per pranzo, frutta, acqua, gioco gioco pisolino-dei-gatti gioco, bagnetto, merenda con latte e frutta, gioco, pisolino pre cena, cena, gioco e coccole, camomilla, nanna. E' normalmente più che gestibile. Ma...Questo pomeriggio volevo dormire, necessitavo di dormire, avevo mal di testa, ma Lui è più conciato di me, Lei ha bisogno ogni tanto di vedermi apparire alla soglia della cameretta dove sta giocando sul suo tappetone morbido, dirle Allora? Cosa sta facendo la mia pulcina? e sentirmi rispondere Mmmmmnnnn! con un sorriso da vecchietta sdentata, con gli occhi appena socchiusi e il naso arricciato...Non so, me la mangerei di baci, alle volte non riesci a dare la misura dell'amore. 
Ma sto divagando...La stanchezza fa anche questo, non riesco a restare concentrata per più di 5 minuti. Se sopravvivo a questa settimana infernale, alla prossima!

lunedì 29 novembre 2010

PARTO PARTO...MA 'NDO VAI???

Premessa: il mio è stato un parto-lampo, veloce, e facile.
Svolgimento: il giorno martedì 22 giugno mi confermano che mi indurranno il parto l'indomani: scade magicamente la 37 settimana. La preeclampsia porta i medici ad essere cauti, quindi ti fanno partorire non appena sei considerato a termine (37 settimane). Io supereccitata come se dovessi andare ad un ballo studentesco. In stanza siamo in due, io ne ho viste passare un po' visto che sono in ospedale dal giovedì precedente. Le dico: "Mi inducono domani!!" con la stessa eccitazione con cui avrei detto "EHI! HO COMPRATO LA MACCHINA NUOVA!" va beh. Sta di fatto che passo la giornata a lavarmi, sistemarmi le unghie, riordinare l'armadietto e mangiare poco per tenere bassa la pressione. A mezzanotte ultima misurazione di pressione e monitoraggio fetale (te lo fanno 2 volte al giorno, qualsiasi sia il motivo per cui sei lì). Cerco di dormire con scarsi risultati e alle 5 nuova misurazione di pressione, nel frattempo alla mia compagna di stanza portano il suo pupattolo, e mi immagino felice nella stessa situazione l'indomani. 
Ero ottimista, non sapevo quanto spesso l'induzione si protragga inutilmente e con varie tecniche per 48 ore per poi concludersi con un cesareo.
Il mattino la ginecologa mi fa andare in studio e mi infila una specie di garza in fondo adesa al collo dell'utero. L'operazione di "infilamento" è fastidiosissima, per la cronaca. 
Il farmaco si chiama PROPESS e potete trovare delucidazioni in merito qui. Ora, il punto focale è questo "bisogna tenere presente che per inizio di travaglio si definisce quel periodo caratterizzato dalla presenza di contrazioni regolari dolorose dell´utero che si verificano ogni 3 minuti a prescindere dai cambiamenti della cervice.
A questo proposito è importante considerare due fattori: (i) Le contrazioni regolari dolorose che siano state indotte con Propess, rimarranno tali per frequenza ed intensità tanto a lungo quanto Propess rimarrà in situ poiché il dinoprostone continuerà ad essere rilasciato. (ii) Le pazienti, specie se poligravidiche, possono sviluppare contrazioni regolari dolorose senza che si abbiano evidenti modificazioni della cervice." Ecco, appunto. Il farmaco inizia ad agire a mezzogiorno. Inizio a sentire come delle scariche elettriche senza dolore. Vado a pranzo e poi mi spostano nella sala pretravaglio. Sono le 4 del pomeriggio quando si verificano due cose: ho delle contrazioni senza pausa e dolorose, ma non con picchi alti da tocografo. Arriva mia madre a portare il cambio. 
Ivan è a fianco a me, inizia a guardarmi con occhio preoccupato quando inizio a sentire un certo consistente dolore. Mia madre, reduce da tre parti naturali, mi fa "no, no, non stai ancora soffrendo, hai l'aria troppo serena!" Il punto è che queste contrazioni non hanno alcuna efficacia, mi visitano dopo un po' e dicono che il collo dell'utero è un po' sceso. Ma siamo ben lontani dal traguardo. Il tempo passa e questo dolore al basso ventre senza scopo inizia a diventare insopportabile: dico al mio compagno "il prossimo lo adottiamo!" o altre idiozie simili. Il problema non è il dolore, è l'assenza totale di pause. Verso le 8 di sera faccio una doccia calda col mio compagno che mi fa sedere nella doccia e mi bagna con getto tiepido: sembra l'inizio di un film porno, ma il sesso è quanto di più lontano dalla mia mente. Il getto,specie sulla schiena, dà sensazione di sollievo immediato. Mi muovo come se avessi un macigno nella pancia. Il tocografo non da segnali rassicuranti, la bimba è sempre vivace, tira calci, le contrazioni invece sono una schifezza. Io mi lamento come in un mantra. Ho sonno, sono stanchissima, ma non riesco a dormire. Ivan mi bagna la fronte, forse dovrei mangiare qualcosa di zuccherino, non so, non ho voglia di niente se non di un cesareo. Nel frattempo mi attaccano il monitor per la pressione che è salita a livelli abbastanza preoccupanti (vedo un 200 di massima, non oso guardare la minima). Mi spiegano che quello che sento è l'effetto del farmaco, man mano il mio collo dell'utero sta abbassandosi e appiattendosi, ma sono ancora chiusa.
A mezzanotte vado in bagno con Ivan che mi sorregge, e sento un inconfondibile Tak! nell'addome, come se si fosse rotto qualcosa. Beh, in realtà è proprio così: si sono rotte le acque. Due minuti dopo inizio a sgocciolare. L'ostetrica osserva: le acque sono limpide (e nel delirio del momento mi viene in mente altissima purissima levissima) perciò tutto ok, collo ancora ben sigillato...Mapporc...Ho un sollievo per circa mezz'ora, nella quale inizio ad assopirmi un po'. L'ostetrica dice a Ivan di andare pure a casa, che probabilmente si andrà alla mattina successiva. 
Lui mi saluta, non ricordo nemmeno quando e come. Io mi addormento e mi sveglio con un dolore fortissimo all'addome, ma non solo al basso ventre. 
E lì INCREDIBILE, inizia il travaglio: 3 cm, poi poco dopo 7. Io chiamo Ivan durante una contrazione vien...comincia...corri...! e subito dopo penso speriamo non si ammazzi in macchina...! Dopo 10 minuti dall'inizio del travaglio vero e proprio sono a 9 cm di dilatazione. In tutta fretta mi portano in sala parto, immagino non se l'aspettassero neppure loro. Mi mettono una flebo di solfato di magnesio perché la mia pressione si alza ancora. Dopo un po' un'ostetrica con incredibili occhi azzurri mi dice di non spingere ancora perché c'è un pochino di bordo, di respirare profondamente all'arrivo di una contrazione.
Beh, le doglie sono meglio di quello che avevo passato prima, perché c'è pausa anche se brevissima, tra l'una e l'altra. Non importa se nel mentre sembra che mi abbiano sparato all'addome. Il mio corpo sa benissimo cosa fare e poi ho ben impressa in mente la frase di una ragazza cui sarò grata per sempre Spingi come se dovessi fare la cacca, è quello il modo perché siano efficaci! 
Ivan arriva col suo bel camice e si attiva per aiutarmi (l'avreste immaginato? Io no). Quando mi dicono infine di spingere, ecco, tutto va in discesa. Mi sorregge la coscia sinistra tirandola indietro per agevolare l'uscita. Quando sentivo arrivare il momento, spingevo proprio come dovessi andare di corpo ma moolto più intensamente. Sento la testa che si avvicina all'uscita, sento che ce la faccio, anche se sono stanca, mi sento forte fortissima. Ivan mi incoraggia, mi dice come sta andando c'è la testa, si vede la testa, dai che manca poco! 
E poi...Poi mi fanno un taglietto, e non me ne accorgo nemmeno, spingo un'ultima volta, sento che agevolano l'uscita con le mani, come ho visto fare tante volte nei video. Esce la testa, e subito sento meeeeh! ed il resto della bambina esce come un'anguillina calda e sgusciante. La vedo: ha gli occhi aperti, e l'aria incazzata. Uscendo tocca con la mano il braccio di suo padre, come fosse una specie di primo contatto...
Il dolore passa istantaneamente, lei c'è, sta bene. Me la danno ancora sporca e calda. Ha freddo, mi guarda come a dire ma non potevi lasciarmi lì??? 
Sono le 5.30 di un nuovo giorno. Il giorno migliore.

giovedì 25 novembre 2010

PRE, PRE, PRE-ECLAMPSIA

Se non siete dell'ambito medico, o non avete avuto a che fare con madri che ne hanno sofferto, difficilmente conoscete la pre-eclampsia.
Accade che, dopo 27 settimane senza problemi, d'improvviso scoprite che avete la pressione alta. Io di ritorno dal lavoro, mi sono fermata in farmacia a provare la pressione, sentendomi LEGGERMENTE girare la testa. Beh, risultato: 180/110. 
Viaggetto in ambulanza a sirene spiegate (ma solo perché c'è traffico, non si spaventi!) e di lì al pronto soccorso. L'esito è stato un ricovero a riposo assoluto per 2 giorni e una serie di esami da fare, scoprendo la diagnosi di PRE-ECLAMPSIA LIEVE. Lieve perché la presenza di proteine nelle urine raccolte in 24 ore era minima: ah, a proposito...Raccogliere 2 litri e mezzo di urina e portarli a far analizzare, sì, è una rottura immane.
In ospedale continuavano a farmi monitoraggi fetali, che alla 27 settimana sono un'impresa, specie se avete una specie di anguilla tarantolata nella pancia, e a misurarmi la pressione 5-6 volte. E nessuno mi diceva nulla, non sapevo di quale entità dovesse essere la mia preoccupazione per la vita di mia figlia o per la mia...E se non lo sai, di solito è MASSIMA.
Ricordo che una mattina sono scoppiata a piangere quando il ginecologo di turno si è fermato SULLA SOGLIA della mia camera, senza nemmeno salutare e ha commentato "mmmm 0,6...Vediamo domani" e se n'è andato.
Lo stesso ginecologo alla dimissione mi ha detto: "Dove ha intenzione di partorire lei?"
"San Paolo, perché?"
"Perché dovrà essere seguita qui, un controllo a settimana in patologia materna fino al parto."
"E questo non posso farlo al San Paolo?"
"No, perché vede, queste patologie di solito peggiorano improvvisamente, prevedo che arriverà alla 30 settimana non di più, poi dovremo indurle il parto. Al San Paolo non vi è un'unità di terapia intensiva neonatale. Qui siamo già attrezzati e se si fa seguire da noi, il posto eventualmente per la bimba è assicurato. Se viene qui e non c'è posto ci tocca mandarla a Bergamo"
Mi sono sentita morire: TERAPIA INTENSIVA NEONATALE? 30 SETTIMANA??! 
Con la mente confusa ho chiesto: "Ma la bimba mi hanno detto che sta bene...Che prognosi può avere nascendo così presto?"
"Signora! Ottima! Qui facciamo nascere bambini di 4 etti!"

AAAAA BEH, QUESTO SI' CHE ORA MI RASSICURA!!!!!!

 Il subdolo senso di colpa che si insinua come un tarlo: MA COME?!?!? SONO STATA ATTENTA, NON SONO INGRASSATA, HO CERCATO DI VIVERE AL MEGLIO LA GRAVIDANZA!! COM'E' POSSIBILE???? PERCHE' NON SONO CAPACE NEMMENO DI FARE UN BAMBINO SANO?? Ho passato giorni sul divano di casa (a riposo assoluto), a rimuginare, fare i miei stick delle urine la mattina, misurare la pressione, e, ovviamente, a piangere; finché non ho parlato con il MIO ginecologo che mi ha rassicurato un po', e ho scoperto che sì, la pre-eclampsia, la cui unica cura è il parto, può presentarsi per diverse ragioni. Nel mio caso, la familiarità con ipertensione (e poi ho scoperto che mia nonna materna a momenti ci moriva di eclampsia nel 1954), e la causa scatenante è una alterazione della funzionalità placentare: praticamente tuo figlio cerca di ucciderti per nutrirsi di più. 
Com'è finita? Benissimo, sono arrivata alla 37 settimana senza che la patologia peggiorasse minimamente. Andavo ai miei controlli settimanali e ogni volta la pressione era altissima in studio medico (si chiama sindrome da camice bianco), e si abbassava quando mi monitoravano in una stanza tranquilla. Alla 37 mi hanno indotto il parto e Simona sta benissimo...Ma questa è un'altra storia.
La cosa fondamentale è che a meno che non abbiate scalato l'Everest incinte, il senso di colpa il più delle volte è ingiustificato. E che un dottore che ti rassicuri spesso fa molto più di 1000 medicine.