Se sapessi da chi ha preso i geni della vanità...Ivan non è vanesio per niente, io forse ero un po' smorfiosa da piccola, ma non era certo il tratto caratteristico del mio carattere.
Il cappello è una rottura, anche se bello comodo e fresco, alla pescatora. Per farglielo indossare devo puntare sulla sua autostima: "Simona ma sei bellissima con il cappellino a fiori! Ma guarda che bella che sei!"; allora lo tiene su per un po'. Idem con i vestiti: tipicamente non fa storie, mette quello che le preparo, però se le faccio qualche complimento, allora inizia a guardarsi, a sollevare la gonnellina come una damina dell'800.
Si guarda allo specchio e si saluta sorridendo: "Ciao Mona!" e si pettina i capelli.
Stamane siamo riuscite a tenere il cappellino tutto il tragitto casa-nido (spesso al sole). Le ho detto che le sue educatrici avrebbero ammirato quant'era bella con il cappello. Una volta entrata mi è bastato fare un cenno ad una di loro che le fa "Ooooh, Simona come sei bella! Tutti quei fiori, sei stupenda!" e lei non voleva più toglierlo. Ho dovuto barattarlo con un fazzolettino di carta (ha questa mania per i fazzolettini e le salviettine, le piace toglierli dalla confezione...), così è entrata nello spazio-gioco con sto fazzolettino in mano, pinzato con due dita, manco dovessero giocare a bandiera.
Solitamente non si porta feticci affettivi al nido, io cerco di evitarlo per evitare che si creino situazioni conflittuali spiacevoli, quindi tutto ciò che non è "calzina antiscivolo" si lascia a casa: pupazzi, giochi..."Tanto ci sono tantissimi giochi all'asilo!" le dico sempre, e lei a casa saluta i suoi affezionati: "Ciao Picia, Ciao Kitty, Ciao BBPapà, Ciao Spek, Ciao Kiki (= Torakiki)".
A noi va di lusso: stamattina la sua migliore amica è entrata con un potentissimo "Delitto e Castigo" in versione economica stretto tra le mani!
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martedì 19 giugno 2012
martedì 7 febbraio 2012
I TENERI PAPA'
Asilo Nido, ore 18.05. Io e Simona quasi pronte ad uscire. Entra un papà a prendere la sua bimba del gruppo grandi. La piccola lo fissa, e subito chiede "Dov'è a mamma?" con aria molto dubbiosa.
"Arriva subito, intanto vestiamoci!"
Si vede che non è avvezzo all'ambiente e agli armadietti, cerca quello di sua figlia. Per fortuna è aiutato dal fatto che sugli armadietti ci sono le foto. Lei, sadica, non fa il minimo sforzo per aiutare il genitore. Lo fissa sardonica, con le braccine incrociate.
Trovato l'armadietto, prende il cappotto e le scarpe: " Ma dove sono cappello e sciarpa?" mormora tra sè "Intanto metti il cappottino che è tardi". Le infila una manica, le infila l'altra ed ecco, magia!, spuntano il cappello e un lembo di sciarpa. La bimba ride, il padre ride nervoso "Ecco dov'erano!". Le fa indossare il cappello e poi le mette la sciarpa. "Mamma no ja mette così!" protesta lei corrucciata. In effetti sembra il gioco dell'impiccato. Il papà sospira: "E come la mette mamma?" "I fiocco davanti!". Le riannoda la sciarpa sul davanti.
"I guanti!" dice la bimba. "Eh, dove sono i guanti?" Va a cercare nell'armadietto, intanto la piccola li estrae in un numero di alta giocoleria dall'altra manica. "Papàaaa! Ecco!" Lui chiude l'armadietto e torna indietro. Mette sua figlia sugli armadietti e si prodiga a farle indossare le scarpe.
"Vojo l'acqua!" Lui barcolla, io impietosita le verso un bicchiere d'acqua. "Grazie..." mi fa con un fil di voce. Nel frattempo, poiché dentro il Nido ci sono tipo 30 gradi, e un clima tropicale, sta sudando copiosamente.
Le scarpe sono indossate con qualche protesta "Noooo! Sono stette!", protesta ignorata.
Messi i guanti, "Papà i burrocacao" "Il burrocacao?" "Sì, fa freddo!" "E dov'è?" Lei indica l'armadietto. Ritorna il buon padre e recupera il burrocacao, lo spalma su tutto il viso della figlia (stavolta ridono entrambi) e infine se ne vanno...
A me fanno così tenerezza questi papà!!!
"Arriva subito, intanto vestiamoci!"
Si vede che non è avvezzo all'ambiente e agli armadietti, cerca quello di sua figlia. Per fortuna è aiutato dal fatto che sugli armadietti ci sono le foto. Lei, sadica, non fa il minimo sforzo per aiutare il genitore. Lo fissa sardonica, con le braccine incrociate.
Trovato l'armadietto, prende il cappotto e le scarpe: " Ma dove sono cappello e sciarpa?" mormora tra sè "Intanto metti il cappottino che è tardi". Le infila una manica, le infila l'altra ed ecco, magia!, spuntano il cappello e un lembo di sciarpa. La bimba ride, il padre ride nervoso "Ecco dov'erano!". Le fa indossare il cappello e poi le mette la sciarpa. "Mamma no ja mette così!" protesta lei corrucciata. In effetti sembra il gioco dell'impiccato. Il papà sospira: "E come la mette mamma?" "I fiocco davanti!". Le riannoda la sciarpa sul davanti.
"I guanti!" dice la bimba. "Eh, dove sono i guanti?" Va a cercare nell'armadietto, intanto la piccola li estrae in un numero di alta giocoleria dall'altra manica. "Papàaaa! Ecco!" Lui chiude l'armadietto e torna indietro. Mette sua figlia sugli armadietti e si prodiga a farle indossare le scarpe.
"Vojo l'acqua!" Lui barcolla, io impietosita le verso un bicchiere d'acqua. "Grazie..." mi fa con un fil di voce. Nel frattempo, poiché dentro il Nido ci sono tipo 30 gradi, e un clima tropicale, sta sudando copiosamente.
Le scarpe sono indossate con qualche protesta "Noooo! Sono stette!", protesta ignorata.
Messi i guanti, "Papà i burrocacao" "Il burrocacao?" "Sì, fa freddo!" "E dov'è?" Lei indica l'armadietto. Ritorna il buon padre e recupera il burrocacao, lo spalma su tutto il viso della figlia (stavolta ridono entrambi) e infine se ne vanno...
A me fanno così tenerezza questi papà!!!
domenica 18 dicembre 2011
SULLA PAPPA...
Oggi, dopo essersi spazzolata allegramente un bel piatto abbondante della mia supercarbonara della domenica, Simona si è "limitata" (attenzione...) a mezzo finocchio al vapore, qualche morso di banana (il suo frutto preferito del momento).
Alle volte mangia come un otre, alle volte un po' meno, oggi era otre... Comunque preferisce mangiare mentre siamo a tavola tutti che non da sola, il che significa che parla lei tutto il tempo, intrattenendoci con varie amenità. Non sempre è fattibile sedersi tutti e tre a tavola: quando Ivan rientra tardi (e ciò accade non di rado) a volte ceno sola con Simona, a volte con lui...
Il fatto che mangi tutto da sola (sì con la minestra fa un casino, ma comunque lo fa) lo imputo totalmente all'asilo nido. Io non mi ci sarei messa così presto. Usa forchettina e cucchiaio, quando arriva verso il fondo ed è difficile usare il cucchiaio, si aiuta con le mani. Ora mangia da sola anche dal vasetto della frutta frullata, insomma...Autonomia a gogo. L'unico "vizio" che possiamo imputarle è il biberon della colazione con latte e biscotti. Ma vista la sua scarsa propensione per il ciuccio e il suo uso del bibe limitato solo alla colazione (l'acqua la beve dal bicchiere, e non beve schifezze zuccherate durante il giorno né la sera), non ce ne crucciamo.
PIATTI PREFERITI DEI 17 MESI (in ordine di preferenza):
- Pasta al pesto o al pomodoro
- Banana
- Risotto in qualsiasi modo
- Sogliola al burro
- Sgombro e tonno in qualsiasi modo (padella o anche sott'olio o al naturale)
- Salmone fresco (affumicato lo mangia solo nella pasta)
- Prosciutto cotto
- Branzino (specie al forno)
- Formaggiì tipo grana, fontina o pecorino (pezzi lunghi da mangiare con le mani)
- Mandarino
- Carote e finocchi (specie al vapore da mangiare con le mani a pezzi grossi)
Del resto mangia tutto, ma questi diciamo sono i "non mi puoi dire di no". Me li segno, così tra qualche mese vado a ricontrollare...A quest'età cambiano gusti ogni tre per due: crescono, eh, me ne sto accorgendo...Crescono troppo in fretta.
Alle volte mangia come un otre, alle volte un po' meno, oggi era otre... Comunque preferisce mangiare mentre siamo a tavola tutti che non da sola, il che significa che parla lei tutto il tempo, intrattenendoci con varie amenità. Non sempre è fattibile sedersi tutti e tre a tavola: quando Ivan rientra tardi (e ciò accade non di rado) a volte ceno sola con Simona, a volte con lui...
Il fatto che mangi tutto da sola (sì con la minestra fa un casino, ma comunque lo fa) lo imputo totalmente all'asilo nido. Io non mi ci sarei messa così presto. Usa forchettina e cucchiaio, quando arriva verso il fondo ed è difficile usare il cucchiaio, si aiuta con le mani. Ora mangia da sola anche dal vasetto della frutta frullata, insomma...Autonomia a gogo. L'unico "vizio" che possiamo imputarle è il biberon della colazione con latte e biscotti. Ma vista la sua scarsa propensione per il ciuccio e il suo uso del bibe limitato solo alla colazione (l'acqua la beve dal bicchiere, e non beve schifezze zuccherate durante il giorno né la sera), non ce ne crucciamo.
PIATTI PREFERITI DEI 17 MESI (in ordine di preferenza):
- Pasta al pesto o al pomodoro
- Banana
- Risotto in qualsiasi modo
- Sogliola al burro
- Sgombro e tonno in qualsiasi modo (padella o anche sott'olio o al naturale)
- Salmone fresco (affumicato lo mangia solo nella pasta)
- Prosciutto cotto
- Branzino (specie al forno)
- Formaggiì tipo grana, fontina o pecorino (pezzi lunghi da mangiare con le mani)
- Mandarino
- Carote e finocchi (specie al vapore da mangiare con le mani a pezzi grossi)
Del resto mangia tutto, ma questi diciamo sono i "non mi puoi dire di no". Me li segno, così tra qualche mese vado a ricontrollare...A quest'età cambiano gusti ogni tre per due: crescono, eh, me ne sto accorgendo...Crescono troppo in fretta.
mercoledì 9 novembre 2011
ARAGOSTA IN BELLAVISTA
Non sono il dottor House, nonostante qualcuno lo creda. In primo luogo sono grassa, e poi non zoppico se non ho le scarpe strette. Non mi credo minimamente un pediatra, ma non per questo devo chiamarlo ogni volta che c'è un po' di moccio nell'aria. Sto affrontando un eritema da pannolino piuttosto insistente; sto vincendo io, anche se il culo di Simona è stato di un colore pericolosamente vicino a quello dell'aragosta.
Le giornate con una bimba piena di virus gastrointestinale possono essere luuuunghe, molto lunghe. Visto e considerato che devi cambiare una ventina di pannolini pieni di orribile orribile roba giallastra dall'odore simile alla morte. Se non sei madre di un'idrovora, probabilmente devi anche affrontare lunghe giornate di inappetenza a tutto, e sei tu per prima nauseata nel proporre pastina e frutta cotta della quale mangerà forse un cucchiaio. Non è il caso di Simona, a lei è successo che la dissenteria le abbia letteralmente scottato le chiappette. Ha passato due giorni senza sedersi per il dolore e mia madre, che di figli ne ha tirati su tre, qualcosa vorrà pur dire, le faceva bidet alla camomilla tiepida. Io non ci avrei mai pensato. Ma funziona, le dava sollievo.
Ho passato dalla classica fissan, ad alcuni campioncini di creme da eritema, finché la mia farmacista mi ha fatto provare una crema adatta agli eritemi più tosti, che ha fatto il miracolo. Dopo il rossore, sono venute fuori alcune vescichette molto circoscritte, e solo esterne...Mi sono ricordata che la candida spesso di sovraimpone all'eritema, specie se tosto. Le ho messo una crema fingicida (che non le avrebbe fatto danno, al più non le avrebbe fatto nulla) e ho vinto. Senza pediatra. Stavolta. Ed è tornata all'asilo pronta per la prossima battaglia (dopotutto ci stiamo avvicinando all'inverno!).
In appena 16 mesi mi sono creata un algoritmo standard per affrontare i malanni lievi o conosciuti, mi do qualche giorno per vedere le evoluzioni, poi se proprio prende una piega inaspettata, mi attacco a chiamare la pediatra che è praticamente SEMPRE irreperibile. Quando le cose non mi sono piaciute PER NIENTE siamo stati in ospedale.
Ho già parlato del seguire l'istinto. Beh, finora ci ha assistito bene. Istinto, eh, non incoscienza: non siamo il dottor House, siamo solo mamme.
Le giornate con una bimba piena di virus gastrointestinale possono essere luuuunghe, molto lunghe. Visto e considerato che devi cambiare una ventina di pannolini pieni di orribile orribile roba giallastra dall'odore simile alla morte. Se non sei madre di un'idrovora, probabilmente devi anche affrontare lunghe giornate di inappetenza a tutto, e sei tu per prima nauseata nel proporre pastina e frutta cotta della quale mangerà forse un cucchiaio. Non è il caso di Simona, a lei è successo che la dissenteria le abbia letteralmente scottato le chiappette. Ha passato due giorni senza sedersi per il dolore e mia madre, che di figli ne ha tirati su tre, qualcosa vorrà pur dire, le faceva bidet alla camomilla tiepida. Io non ci avrei mai pensato. Ma funziona, le dava sollievo.
Ho passato dalla classica fissan, ad alcuni campioncini di creme da eritema, finché la mia farmacista mi ha fatto provare una crema adatta agli eritemi più tosti, che ha fatto il miracolo. Dopo il rossore, sono venute fuori alcune vescichette molto circoscritte, e solo esterne...Mi sono ricordata che la candida spesso di sovraimpone all'eritema, specie se tosto. Le ho messo una crema fingicida (che non le avrebbe fatto danno, al più non le avrebbe fatto nulla) e ho vinto. Senza pediatra. Stavolta. Ed è tornata all'asilo pronta per la prossima battaglia (dopotutto ci stiamo avvicinando all'inverno!).
In appena 16 mesi mi sono creata un algoritmo standard per affrontare i malanni lievi o conosciuti, mi do qualche giorno per vedere le evoluzioni, poi se proprio prende una piega inaspettata, mi attacco a chiamare la pediatra che è praticamente SEMPRE irreperibile. Quando le cose non mi sono piaciute PER NIENTE siamo stati in ospedale.
Ho già parlato del seguire l'istinto. Beh, finora ci ha assistito bene. Istinto, eh, non incoscienza: non siamo il dottor House, siamo solo mamme.
martedì 12 luglio 2011
COME IN "AI CONFINI DELLA REALTA'"
La complicità di questa follia nasce dal fatto che stamattina hanno rimesso la luce nel mio ascensore (al buio da due giorni), e la sottoscritta ha vissuto momenti stile "Incontri ravvicinati del terzo tipo" a causa di quel cono di luce un po' eccessivo...Quindi sono uscita già di casa con addosso una sensazione di puro straniamento (o forse anche perché ho dormito 5 ore, chissà).
Il vagone della metropolitana odorava di cipolla andata a male e mentine, e il mio malessere è aumentato di qualche tacca. Stipati come su un carro bestiame, e arrivati a prendere il filobus (17 minuti di attesa), una signora anziana e corpulenta mi ha spintonato per salire per prima...Altre tacche...
Arrivo in ufficio, finalmente mi coglie l'aria condizionata e una giornata di nullafacenza totale...Ma ecco che:
"Hai spento la luce?"
"Sì non vedo niente, il riverbero non mi permette di vedere lo schermo del mio pc"
"Sì ma non ci sei solo tu!"
"Sì ma ti ho detto che così non riesco a lavorare!"
"E io allora non riesco a lavorare senza luce, come la mettiamo? Non è che uno si alza e la spegne, almeno chiedere!"
"Ma allora cosa faccio, non lavoro?"
"Puoi metterti di là [indicando un altro ufficio] che non c'è nessuno e fai quello che vuoi."
"Perché non ti ci metti tu?"
"Perché devo mettermici io?"
"Fai tutto sempre senza consultare nessuno!"
... Ad libitum...I due soggetti sono maschi adulti con età > 40 anni.
Allora la sensazione di straniamento è aumentata vertiginosamente e una fitta di panico mi ha colta, perché mi sono chiesta..."MA NON E' CHE IO SONO ALL'ASILO NIDO DI MIA FIGLIA, E HO PARCHEGGIATO LEI NEL MIO UFFICIO??"
Il vagone della metropolitana odorava di cipolla andata a male e mentine, e il mio malessere è aumentato di qualche tacca. Stipati come su un carro bestiame, e arrivati a prendere il filobus (17 minuti di attesa), una signora anziana e corpulenta mi ha spintonato per salire per prima...Altre tacche...
Arrivo in ufficio, finalmente mi coglie l'aria condizionata e una giornata di nullafacenza totale...Ma ecco che:
"Hai spento la luce?"
"Sì non vedo niente, il riverbero non mi permette di vedere lo schermo del mio pc"
"Sì ma non ci sei solo tu!"
"Sì ma ti ho detto che così non riesco a lavorare!"
"E io allora non riesco a lavorare senza luce, come la mettiamo? Non è che uno si alza e la spegne, almeno chiedere!"
"Ma allora cosa faccio, non lavoro?"
"Puoi metterti di là [indicando un altro ufficio] che non c'è nessuno e fai quello che vuoi."
"Perché non ti ci metti tu?"
"Perché devo mettermici io?"
"Fai tutto sempre senza consultare nessuno!"
... Ad libitum...I due soggetti sono maschi adulti con età > 40 anni.
Allora la sensazione di straniamento è aumentata vertiginosamente e una fitta di panico mi ha colta, perché mi sono chiesta..."MA NON E' CHE IO SONO ALL'ASILO NIDO DI MIA FIGLIA, E HO PARCHEGGIATO LEI NEL MIO UFFICIO??"
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