martedì 27 gennaio 2015

TORNANDO INDIETRO NEL TEMPO: DI MALATTIA.

Ogni tanto Alessandro si ammala. E per ogni tanto, intendo nei weekend. Cosa che ovviamente manda a monte qualsiasi piano tu possa aver fatto: fosse anche solo cazzeggiare sul divano, perché quando ha qualche malessere lui ha bisogno che tutta la famiglia sia concentrata sul problema...
Quindi sabato ci siamo trovati con lui che vomitava a getto, alla terza volta avevo pensato di soprannominarlo Regan.
Al secondo giro ho la conferma che il vomito è la menata peggiore tra i disturbi lievi dei bambini.
Lo fanno ovunque senza controllo, e a meno di decidere di lasciare il bambino avvolto in carta di giornale, passi la giornata a pulire e pulire e ancora pulire: lui, il pavimento, i vestiti, le lenzuola...
La nota positiva in tutto questo è che Ale diventa tutto coccoloso e molliccio, e me lo posso spupazzare a piacimento. E' un'operazione non priva di rischi, perché certamente non avvisa prima di riproporre la merenda. E se ce l'ho in braccio, posso tranquillamente annoverare me stessa tra le cose da lavare.
Ma ne vale la pena, vale sempre la pena accarezzare quella pelle morbida, i capelli soffici, avere lui che ti tocca la faccia, ti accarezza, semiaddormentato, prova a mettere un dito nell'occhio.
E io faccio la mamma nel senso più primitivo del termine, pelle contro pelle.

CONSIGLI:
Per reidratare un bambino che vomita non serve farlo bere continuamente: cioò che butta giù, generalmente ritira su. Armarsi di pazienza e offrire acqua tiepida e sali minerali con un cucchiaino.
Nel caso non si abbiano i sali in casa nessun problema: un té ben zuccherato tiepido fa più che bene.

Nel caso mostri di avere un po' di fame, prediligere dei cibi asciutti e digeribili,
a piccole dosi frequenti. Iniziate con un cracker, vedete se lo tiene giù, poi passate al riso bollito. La regola generale è che se vuole stare digiuno va assecondato.

Se il bambino è allettato, una traversina impermeabile usa e getta posta sopra le lenzuola può salvarvi da almeno una lavatrice (vanno benissimo anche quelle per i cuccioli, costano meno e sono identiche a quelle per bambini).



Alla prossima!

lunedì 22 dicembre 2014

FENOMENOLOGIA DEL BABBAZZO

Ogni bambino a 3, 4 anni accetta serenamente che Babbo Natale sia parte integrante della realtà; fino ai 7, 8 anni questa sorta di magia viene accolta senza dubbio alcuno.
Mia figlia no. Simona da novembre a questa parte mi riempie di domande, e mostra un certo scetticismo.
Beninteso che ADORA Babbo Natale, come tutti i bambini, e noi non le abbiamo imposto minimamente la sua figura: è arrivata da sé.
Nell'ordine sono arrivate le seguenti domande:
"Come fai tu a parlare con Babbo Natale"
"Come fa ad entrare in casa"
"Come fa a conoscere tutti i bambini e a sapere se hanno fatto i bravi"
"Come fa a sapere dove abitano i bambini: io non so dove abitano i miei amici e sono pochi"
"Il BN dei centri commerciali e dell'asilo di Alessandro sono Babbi Natali UMANI" (Sa il cielo cosa intenda).
A corollario della precedente:

"Però perché se quelli che vedo in giro sono AIUTANTI, devono essere vestiti ESATTAMENTE COME BABBO NATALE" (Questa è complessa, ma non ho capito se si aspetta che gli aiutanti siano solo elfi, o se comunque denigra LA DIVISA).

In ogni caso, i desideri sono chiari e precisi e la letterina è stata compilata...Via mail. Ho dovuto improvvisare il fatto che, rispondendomi il panciuto nonno rosso dell'indisponibilità di alcuni oggetti, ci fosse un canale preferenziale segreto tra genitori e Polo Nord. Ha così preteso che si utilizzasse questo canale (appunto perché privilegiato).
Almeno non ha voluto la notifica di lettura.
Perché ancora non ne conosce l'esistenza.

Buon Natale a tutti e alla prossima!