Eccomi qui con il solito post prevacanziero.
La casa è piena di borse, io sono in ufficio già da 40 minuti, dobbiamo ancora fare un mucchio di cose e farle nell'ordine giusto, perché alle 3 del mattino saremo in macchina. Direzione Toscana.
Simona e Alessandro sembrano i Ringo Boys: lui è color latte pallido, lei un cioccolatino.
E' stata via 14 giorni con i nonni, al mare. Ci siamo parlate sporadicamente al telefono:
"Ciao mami!"
"Ciao Amore come stai?"
"Bene! Ciao ciao!" E molla il telefono a mia madre perché ci sono cose più importanti da fare, come dei tuffi ad esempio.
Mi mancava eh: in casa c'era un silenzio innaturale e mi sono accorta che il contributo di Alessandro al chiacchiericcio è piuttosto modesto, in ogni caso senza lo sprone di sua sorella non fa grandi discorsi.
Mi mancava di pancia, perché forse è così che vanno le cose, ma sono davvero felice che abbia fatto queste vacanze coi nonni. Sono queste cose che aiutano e stimolano l'autonomia cui teniamo tanto.
E' tornata abbronzata con i capelli che sono diventati dorati, e subito le nostre orecchie si sono riempite delle sue, pare infinite, parole.
E Alessandro ha passato la giornata a ridere ad ogni sua parola e starle attaccato come un koala. Dopotutto le è mancata sua sorella.
Ora ci aspettano due settimane in un bellissimo borgo toscano, a pochi minuti dal mare, ospitati da amici storici. Erano le vacanze che facevamo da "giovani" o dovrei dire "child free": che spiaggia puntiamo oggi? Tutto così, tutto alla giornata.
Invece abbiamo preso una postazione fissa in una spiaggia attrezzata perché quest'anno siamo due famiglie e tre bambini di 11 mesi, 21 mesi e 5 anni.
E dovremo riadattare i nostri ricordi anche a questa fase della vita, la fase over 30 fatta di richiami e pannolini e riposini e corse e "non tirare la sabbia".
Sarà bellissimo.
Alla prossima!
venerdì 31 luglio 2015
venerdì 10 luglio 2015
OH MYYYYYY
Usciamo da un altiforno detto anche Scuola Materna per tornare a casa. Simona che passeggia sul prato e Alessandro sul passeggino che sta provando le sue nuove parole preferite "CIUCCIU" e "CACCA".
Incrocio che arriva a prendere suo figlio il papà di D., ci salutiamo. Appena si allontana, Simona: "Mamma"
"Eh"
"Adesso lo conosci il papà di D.?"
Penso un attimo al significato della domanda, ché mi è un po' oscura..."Ssssì, lo conosco"
"Perché mi avevi detto che non lo conoscevi" Flash su una chiacchierata che avevamo avuto un paio di settimane prima.
"Ah! In quel senso: non lo conosco come persona, non so nemmeno come si chiami, ci salutiamo perché ci vediamo tutti i giorni, ma non so niente della sua vita"
"Perché siccome mi avevi detto che non lo conoscevi, allora io l'altro giorno glie l'ho detto."
Inizia a insinuarsi in me quella sensazione di disturbo interiore: "Cosa hai detto e a chi?"
"Eh quando è venuto all'asilo ho detto al papà di D. che la mia mamma si chiama Sarah e ha i capelli corti e colorati e cucina bene."
"Ma...Perché hai fatto tutto questo?"
"Eh, così adesso ti conosce bene! Glie l'ho detto: così riconosci bene la mia mamma"
Ora. Io la adoro, perché queste cose le vengono così, estemporanee e piene di iniziativa.
Resta a me chiarire con questo signore che non è stata una mia iniziativa di broccolaggio, quantunque Simona si sia prodigata a promuovermi presso di lui.
Alla prossima!
Incrocio che arriva a prendere suo figlio il papà di D., ci salutiamo. Appena si allontana, Simona: "Mamma"
"Eh"
"Adesso lo conosci il papà di D.?"
Penso un attimo al significato della domanda, ché mi è un po' oscura..."Ssssì, lo conosco"
"Perché mi avevi detto che non lo conoscevi" Flash su una chiacchierata che avevamo avuto un paio di settimane prima.
"Ah! In quel senso: non lo conosco come persona, non so nemmeno come si chiami, ci salutiamo perché ci vediamo tutti i giorni, ma non so niente della sua vita"
"Perché siccome mi avevi detto che non lo conoscevi, allora io l'altro giorno glie l'ho detto."
Inizia a insinuarsi in me quella sensazione di disturbo interiore: "Cosa hai detto e a chi?"
"Eh quando è venuto all'asilo ho detto al papà di D. che la mia mamma si chiama Sarah e ha i capelli corti e colorati e cucina bene."
"Ma...Perché hai fatto tutto questo?"
"Eh, così adesso ti conosce bene! Glie l'ho detto: così riconosci bene la mia mamma"
Ora. Io la adoro, perché queste cose le vengono così, estemporanee e piene di iniziativa.
Resta a me chiarire con questo signore che non è stata una mia iniziativa di broccolaggio, quantunque Simona si sia prodigata a promuovermi presso di lui.
Alla prossima!
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