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giovedì 28 marzo 2013

LOGORREA.

Ore 18.10, arrivo al Nido a riprenderla.
"Ciao mamma! La mia mamma!"

"Ciao patata, come va? Hai fatto la brava?" Da questa domanda, fino a casa...
"Io oggi piangio perché volevo a mamma, ma poi sono felice!"
"Ben..."

"Oggi...Oggi giocato con la Gaia, è mia amica la Gaia, anche la sua mamma è mia amica. E la Emma e la Sofia. Oggi ho letto libro degli animali, c'è i coccodrillo..." [nel frattempo la sto vestendo e stiamo uscendo]
"Ooooh, guarda, la cacca del cane, bleah cacca del cane, che chifo! Mamma attenta a cacca!"
"Sì Sim..." 
"Io non sono felice, sono arrabbiata pecché c'è la cacca del cane!"
"Eh alcuni padroni non la racc..."
"Mamma vojo vedere i fiori gialli, ecco i fiori gialli! Sono belli! Sono uno...due...tre...anche sette? Anche lì ci sono i fiori gialli! Attenta mamma c'è cancello, ci sono macchine pecolose [pericolose n.d.a.], le macchine sono grosse e pecolose. Andiamo! Ecco ancora fiori gialli, qui c'è tanti fiori! Andiamo a vedere il treno?"
"Sì muoviamoci che a quest'ora passa qualche treno..."

"Ecco il treno! Quello è giallo! [il vagone n.d.a.] Un altro giallo! Quello blu...E' lungo i treno, lungo lungo...E' mio amico il treno! Papà dov'è? Al lavoro?"
"Sì, poi arriva"
"Arriva papà, facciamo a doccia? A doccia col libro? Io faccio a doccia poi a pappa, tu prepari a pappa? Poi viene papà. Il treno è giallo come mio bicchiere, e come Pogebo [Spongebob n.d.a.]. A me piace Pongebo e Peppa Pig e Pammeme [Spiderman n.d.a.], dopo vediamo i cattoni nimati?"
....
Si è capito che il giallo è il suo colore preferito?

domenica 17 marzo 2013

GELOSIA

"Simona, lo dai un bacino a Vera?" e mi guarda come se le avessi chiesto "Simona mi risolvi questa equazione differenziale?". Tengo in braccio questo fagotto pieno di capelli corvini, che HA FAME, nel senso più imperioso del termine. Quando le faccio vedere il biberon si illumina d'immenso. 
"Simona, mi aiuti a darle il latte?" "No" e si gira ostentando indifferenza. Ma rosica. 
"Vuoi sederti sul mio ginocchio mentre do il latte a Vera?" "No." Va beh.
Poi arriva il papà e lui non può avvicinarsi a Vera, perché lui è "my preciousssss!", ma dovremo ben superare questa cosa in qualche modo. 
Rifilo il suddetto fagotto ora pieno di latte che fa rutti da camionista. Lui la prende e Simona comincia immediatamente a piangere. "Vuoi andare in braccio anche tu a papà?"...Le tiene entrambe e Simona finalmente si calma e realizza che "Oh cavolo questo fagottino è carino come un cucciolo!" e allora ride e la accarezza.
...
Proust diceva che la gelosia è un inquieto bisogno di tirannide applicato alle cose dell'amore. Forse è così, forse è solo una piccola tiranna, la mia piccola tiranna.

mercoledì 27 febbraio 2013

I TEMPI DEI BAMBINI

Qualche giorno fa leggevo un articolo (non ricordo dove) sul rispetto dei tempi dei bambini. L'attesa, che per alcuni genitori è vissuta con molta ansia, del "è pronto per...?". 
Non mi ero mai posta il problema, ma ora siamo in una fase cruciale dell'evoluzione di Simona. In ballo ci sono tre tappe fondamentali: lo spannolinamento, il ciuccio notturno e il vestirsi da sola. 
Mi ricordo che "prima" pensavo: "Ma guarda, ha quasi tre anni ed ha ancora il pannolino!" dei bambini di cui mi occupavo come baby sitter. Poi mi sono scontrata con la realtà e ho capito che è una baggianata imporre tempi. Me ne sono resa conto quando Simona ha deciso di camminare a 20 mesi (tardissimo) e ha atteso di essere davvero pronta, davvero sicura (infatti a 20 mesi camminava come gli altri bambini di 20 mesi, a dispetto del fatto che magari lo facesse da una settimana soltanto!). Esclusi dei ritardi da parte sua o delle disfunzioni fisiologiche, mi ero messa l'anima in pace: la stimolavo, camminavamo tantissimo insieme, ma è stato quando LEI si è sentita pronta, che finalmente si è staccata.
Ora stiamo affrontando un pre-spannolinamento: va in bagno a richiesta e va in bagno con gli altri bambini all'asilo nido. Questo "a richiesta" diventa ogni giorno più frequente, e a breve, magari nel giro di un mesetto, credo che sarà pronta per togliere tutto. Ma non la forzerò. Perché ho capito che ad alcune tappe arrivano in qualche modo da soli, e un esempio è il ciuccio. Lo usa solo per la nanna notturna. Da qualche giorno va nel letto e mi dice "Io sono grande!", si guarda intorno, guarda i suoi pelouches, cazzeggia un po'...Lo vedo che sta arrovellandosi su qualcosa. Le dico: "Sei grande? Molto molto bene tesoro, buonanotte!". Faccio per spegnere la luce, lei dice "Buonanotte!" ma non è tranquilla. Mi allontano piano piano..."Mamma?" "Dimmi?" "Io sono piccola..." "Aaaah, e quindi?" "Mi dai ciuccino?" Io sorrido, perché proprio su questo tema, sta facendo tutto da sola. Il ragionamento del ciuccio associato al fatto di essere piccola, lo sta elaborando lei. Io tempo fa le avevo detto: "Sai il ciuccio è una cosa per bambini piccoli...Lasciamo il ciuccio alla tua cuginetta Vera che è appena nata?" Era un blando tentativo, risoltosi con un "NO" e non ci avevo più provato. Però forse questi discorsi hanno continuato a lavorare in lei, ed ora è combattuta con se stessa, non con noi. Vedremo come andrà a finire...
Sto spingendo invece perché si vesta (in parte) da sola, siamo arrivati a mettere calze e pantaloni la mattina. Vedo che la cosa le da soddisfazione quando riesce. Le piace fare le cose da sola: pettinarsi, lavarsi i denti, riordinare il letto...
Spingiamo molto su questo suo modo di essere: le soddisfazioni nella vita sono sempre più rade, man mano che si cresce...Lasciamo che si goda tutto quello che può.

giovedì 14 febbraio 2013

DONNE CHE CRESCONO ALTRE DONNE

Non è che non ci pensi. Ci pensi eccome. Sai com'eri tu da adolescente, sai le cose che hai fatto e quelle che non hai fatto e ti domandi: sono pronta ad affrontare tutto questo? Tralasciando la normalità (conflitti con i genitori, richieste di denaro, oggetti, motorini, lasciatemi in pace, voglio prendere la pillola ecc...), arrivi alla domanda: "Cosa faresti se tua figlia....?"
Se mia figlia cosa? Se si drogasse (fa molto anni '80)? O se la sua massima aspirazione fosse farsi comprare una casa a Milano 2 da un sedicente politico? (Spero che quello che abbiamo noi adesso, per allora sia quantomeno fuori uso). Se le domande sono infinite, la risposta è una sola: non lo so.

Però ho dei desideri e delle paure: vorrei non dovermi preoccupare ed occupare della sua sessualità, in qualunque modo essa sia orientata. Una volta che le avremo trasmesso affettività, ed insegnato il rispetto per sé e per gli altri, per ciò che mi riguarda se le piaceranno gli uomini ok, le se piaceranno le donne ok, purché non debba soffrirne. (E qui in Italia ho forti timori a riguardo.)
"Il rispetto per sé stessa"...Significa che non sarò mai una di quelle madri che dicono rispetto alla propria figlia: "Beh, se è servito a far carriera...!". Giuro. Esistono.
Vorrei, ma forse questo è il primo punto, che si mantenesse sempre in salute. 
Vorrei che fosse autonoma, indipendente, soprattutto nel pensiero.

Ho paura. Ho paura di tante cose, per ogni fascia di età che si troverà ad affrontare. Ho paura perché a me una sola volta un ragazzo ha alzato le mani e per me è stata l'ultima che avrei tollerato. Lei cosa farà, se mai si troverà di fronte allo strazio per un nascente amore e lo sconcerto per le botte subite? Ho paura che si trovi in una situazione come quel siparietto nauseabondo che abbiamo visto tutti (leggete qui, è un'ottima analisi della questione, che condivido appieno) e che non sappia bene cosa fare.
Ho paura che rimanga delusa da se stessa, a me è capitato tante volte. 

Ma siccome non sono da sola a dover affrontare tutto questo, mi armo di ottimismo e andiamo avanti. Anche oggi che è san Valentino, e suo padre si è presentato con la colazione a letto sia per me che per lei. Siccome era nella sua camera e io mi stavo godendo questo vizio da sposini, mi sono persa lei seduta sul suo letto a bersi il latte e nesquik, con i capelli tutti scarmigliati e quell'odore di sudorino infantile della notte che ha addosso la mattina...

giovedì 7 febbraio 2013

DEI GENITORI E DEL COMPLESSO DI EDIPO

Simona sa distinguere i modi di fare di me e Ivan con grande precisione: la mattina se è lui a prepararle il latte lo agita nel bicchierino con il cioccolato, io lo mescolo col cucchiaino: se succede il viceversa, ce lo fa notare. E' papà che va a prendere la macchina in box e che va a fare la spesa la sera. Però sono io che dopo l'asilo la porto al supermercatino a comprare un rinforzino veloce per la cena il giovedì sera, quando papà va a calcetto. E lei il giovedì sale diligente sul passeggino (solitamente protesta, o andiamo a piedi) e dice: "Andiamo a fare spesa?".
Questo mi fa capire, o meglio: percepire, che abbiamo un ritmo familiare definito, sul quale lei conta ciecamente. I bambini sono molto abitudinari, ma non credevo avessero una memoria così spiccata.
Distribuisce l'amore filiale con grande precisione. Il suo amore più viscerale è sicuramente per il papà:

"Mamma, papà è mia amica." - Ok, abbiamo qualche problema di genere -
"Sono contenta, tesoro, papà è anche amico mio"
"No, tu nooooo!"
"Come no? Perché?"
"Papà è mio!!"

....
"Simona chi è il tuo fidanzato dell'asilo?"
"Papà è mia fidanzata." - Sempre per quella storia del genere...ehm...- 

"No ma dell'asilo."
"Papàaa!" - Il tono è da "ci sei o ci fai che non capisci un c**o?! -
 ....
 
"Dò un bacio a papà?"

"No, tu noooooo!" - REPEAT ad libitum -

 Quindi in conclusione, a cosa serve mamma?
Mamma non ha le mani fredde la mattina, quindi è preferibile quando ci sono il bidet e i lavaggi del mattino. (Me l'ha fatto notare una mattina mentre le lavavo il sedere o "Cullotto" come lo chiama lei; ho riso come di una vittoria: "Mamma tu no fredde le mani!" "Eh sì, ma chi è che ha le mani fredde?" "Papà!" Tié!)

Mamma taglia le unghie di mani e piedi
Mamma fa fare la doccia
Mamma prepara la pappa
Mamma mette la tupputtina per far passare la febbre all'occorrenza. Ma quella è comunque una rogna...Solo che senza le mani fredde è una rogna meno rognosa!

Mamma la si cerca quando non c'è, specie se all'asilo c'è qualche pianto da consolare (così mi dicono).
Ma se arriva papà a prenderla inaspettatamente è come se si aprisse un cielo radioso dopo una giornata di pioggia.
 

lunedì 7 gennaio 2013

ECCO A VOI IL NUOVO ANNO, UGUALE ALL'ALTRO ANNO.

Il capodanno è andato come doveva andare, io praticamente dormivo alle 23, lei pure, ma la montagna quest'anno se l'è goduta: slittino e rotolarsi nella neve e il pupazzo, e le slitte coi cavalli, e la giostrina vintage di legno...Avoriaz è un bel posto per famiglie, niente auto, solo slitte, 1840m di altitudine, aria buona e (siamo stati fortunati) sole. Mio marito (perché mi fa ancora effetto dirlo?) si è sfogato di snowboard, e ci siamo presi le solite 24 ore di nevicata galattica che fa molto molto Natale. Peccato essere in un monoloculo che la tomba di famiglia a confronto è un loft.
Il rientro alla vita di tutti i giorni è sempre uguale, ogni anno dico le stesse cose, compreso l'immancabile: "e l'anno prossimo partiamo con meno roba, che tanto poi devo lavare tutto lo stesso e avrò messo meno della metà della valigia". Non è colpa mia, è che noi umani siamo fatti così.
Siamo tornati tutti con un colorito migliore, un blocco di fois gras de canard, e dei formaggi puzzolenti (comme d'habitude); io mi leggo in faccia la solita stanchezza, felicissima di riprendermi il mio letto, le mie abitudini, la mia cucina a gas che con le piastre elettriche ci metto una settimana ad adattarmi.

Vi sembrerà un post poco entusiastico per essere un dopoferie. Non lo è: sono io che mi sono scoperta un po' ripetitiva nei gesti e nelle aspettative, e ripetitiva anche nello stupirmi di quanto Simona sia incredibilmente più grande dell'anno scorso, di quanto intrecci relazioni (per lo più utilitaristiche, abbiamo notato) complesse e forse più esigenti...Per non parlare del fatto che l'anno scorso in questo periodo nemmeno camminava: Avanzava appoggiandosi ai mobili, quest'anno dice pure "Ca**o!" se non riesce ad infilarsi lo zaino da sola e, non dicendo bene la Z, viene fuori "Caccio!" che è anche il modo con cui dice "Ghiaccio". Stendiamo un velo pietoso...Stiamo facendo finta di nulla...Speriamo funzioni!
A la prochaine!