venerdì 26 aprile 2019

SI, VIAGGIARE


Sotto un cielo plumbeo, in una città straniera, coperti da fidate mantelline ipercolorate (io ero arancione), in attesa di prendere un altro volo per il paese più bello del mondo (per me, per quel poco che ho visto io del mondo), l'Islanda, mi sono ritrovata a pensare (con leggera ansia) che avevamo intrapreso un viaggio abbastanza sfidante coi bambini...Ma guardandoli sotto l'acquazzone di Berlino ridere dopo aver camminato chilometri e toccato tutti gli orsi di plastica che la città offriva e "Mamma andiamo dentro la fontana" / "Mamma ma quella statua è nuda" e altre amenità, ho deciso che invece era giusto così. 
Perché una notte hanno potuto vedere una verde e viola e splendida aurora boreale, in un cielo che sembrava rapito da draghi immensi e sinuosi, e benché Alessandro forse è ancora piccolo per capire, Simona l'ha ridisegnata più volte. 
E hanno potuto vederla anche in virtù del fatto che li abbiamo caricati addormentati in auto in pigiama, avvolti in coperte e giacche, per andare a caccia di aurore boreali, per poi vederla splendida, maestosa, sotto casa al rientro.
Perché la gente si rivolgeva loro in inglese, e Simona a pare un "Hi!" di saluto non diceva altro, ed erano spiazzati, ma i genitori e i nonni lo sono in tutto il mondo, e allora càpita che una donna sorridente con un bambino biondissimo offra del pane secco, perché anche i tuoi figli possano dare da mangiare ai cigni selvatici (e poco importa che tuo figlio sia fobico di qualsiasi specie di uccello e lanci la fetta di pane intera più lontano possibile da sé). 
Perché abbiamo mangiato panini davanti a un geyser che ci ha lavato da capo a piedi quando è cambiata la direzione del vento e che "Mamma ma questo geyser puzza come di una puzzetta!", e toccato l'acqua di ruscelli caldi. 
Perché hanno accarezzato i cavalli islandesi, assaggiato lo squalo e visto come si pesca, sono entrati in un fiordo, sono stati sferzati da un vento che qui non proveranno mai, visto la sabbia nera, le rocce di basalto tutte regolari, l'oceano con onde incredibili, la forza della natura che sa essere meravigliosa e orribile. 
E cascate, tante cascate, da perderci la testa, il verde del muschio e il bianco abbacinante delle lande deserte piene di neve, e scoprire che sì, l'arcobaleno completo è di 360° non 180. Le scogliere: "Per l'amor d'Iddio Alessandro, non ti sporgere!" Ché in Islanda ti avvisano di quanto è lontano il primo ospedale, ma le barriere verso il pericolo sono minuscole cordicelle e catene a precipizio sull'oceano.

Ogni cosa ha un prezzo, e ritengo che occorra conoscere i propri figli per capire se è giusto quello che si sta facendo CON loro, non PER loro. Lo stai facendo PER te, ma puoi valutare se arricchisca anche loro o meno. PER loro te ne vai a Disneyland, non in uno sperduto villaggio di pescatori in una penisola a nord di Rejkiavik, con alle spalle un vulcano, o in un ostello londinese ipertecnologico, dove scatta l'allarme antincendio alle 10 e mezza di sera, e gruppi di studenti fanno chiasso, e ti stai già pentendo, perché te lo ricordi com'era quando si andava in gita...Invece poi alle 11 non vola più una mosca, e si dorme.
Alla lunga sarà anche PER loro in qualche modo. Alessandro non era mai stato su un aereo. In una settimana ne ha presi quattro. Arrivati a Malpensa, saliamo con un po' di trambusto sul primo volo e lui si siede accanto al finestrino. Allacciamo le cinture e si guarda intorno...Vede l'ala dell'aereo accanto a sé: "Ma...SIAMO SOPRA L'AEREOO!" grida pieno di gioia. Tutti ridono. Non si era accorto di essere salito, anche se ci eravamo passati accanto.

Alla prossima. 

lunedì 24 dicembre 2018

SACRA FAMIGLIA

I miei figli sono dei gran privilegiati. Non hanno fame, non hanno freddo, non sono nati su un barcone alla deriva, non sanno che può essere difficile anche solo avere un paio di scarpe, figuriamoci se hanno idea di cosa sia cercare di sopravvivere. Oggi.
Perchè domani, non si sa quale domani, i miei figli si risveglieranno che sono improvvisamente illegali, che non hanno più possibilità di rientrare in casa loro, si risveglieranno e ci sono le bombe che fischiano sopra le loro teste e distruggono tutto. Aria satura di polvere, sangue nei polmoni, corse alla ricerca di un tozzo di pane, di acqua pulita. Correre nei campi, inseguiti da qualcuno. Annegare nel mare gelido, chiedendosi come ultimo pensiero il perché. Lividi corpi su una spiaggia straniera, bagnati dalla spuma di un mare freddo e ostile. Qualcuno li raccoglierà, qualcuno piangerà, qualcun altro dirà che non si può accoglierli tutti che è inevitabile, e intanto preparerà un presepe. E guarderà Simona, i capelli pieni di alghe, oppure Alessandro, distrutto da una mina. 
Date un volto a ciò che vedete, dategli un volto che amate. Altrimenti è giusto che continuiate a ignorare ciò che vi circonda, perché è lontano, perché sentite che tanto avete un sacco di problemi voi, non potete accollarvi quelli degli altri, e che magari in fondo chissenefrega, non sono certo figli vostri. 
Buon Natale.