giovedì 18 maggio 2017

CHE CAZZO NE SAI TU DI IMMUNITA'?

Mio padre mi ha raccontato che quando faceva il militare, una sera ha fatto a pugni con un commilitone che raccontava che le stelle erano incollate nel cielo, voleva convincerlo della ragione di questa sua affermazione. Mio padre aveva, ed ha, anche se smorzato dall'età, un carattere sanguigno e mal sopportava l'ignoranza travestita da supponenza. Questo per dire che gli ignoranti esistono da sempre, ma la loro area d'azione era limitata a discussioni tra poche persone, o al bar di paese.
L'avvento dei social ha sdoganato l'ignoranza (e di questo se ne parla a iosa, non mi dilungo sulle modalità), e l'ha fatto in maniera che nel tempo ho ritenuto essere: interessante, poi comica, infine avvilente.
Adesso sono preoccupata. Preoccupata per il calo vaccinale e il numero sporpositato di casi di morbillo dall'inizio dell'anno ad ora. Preoccupata per la mancata percezione sociale di un problema enorme.
Sono soprattutto preoccupata, però, del fatto che una persona che ha in mano la vita di un'altra persona (quindi un genitore) si rivolga a ciarlatani a vario titolo, e ignoranti di tutte le risme che "insegnano" a vivere con video su YouTube e post su Facebook. Persone non titolate a niente, oppure persone che speculano. 
Mi sono chiesta cosa porta una madre a fare al proprio figlio neonato dei lavaggi nasali con il latte materno, e quando infine questo bambino finisce in ospedale con una grave infezione respiratoria e i medici dicono a questa madre "si rende conto di quello che fa?", lei non annichilisce sotto il peso della propria sconsideratezza, ma scrive in un gruppo di mammine su facebook, chiedendo rassicurazioni e cosa fare. COSA FARE! Tuo figlio è in ospedale e tu chiedi alle mammine cosa fare. E le mammine rispondono che i medici sono cattivi. 
Mi chiedo tutt'ora cosa porta sempre un genitore a non vaccinare il proprio figlio sulla base del nulla, o di conferenze (a pagamento) tenute non da medici, o immunologi, bensì da AVVOCATI. Cosa porta a rischiare la vita del proprio figlio? L'ignoranza è una componente, ma c'è dell'altro. E quest'altro è LA FEDE.
Quando si ritiene che il proprio figlio non possa prendere la difterite perché lo si sta allattando, o che il vaccino contro il morbillo causi autismo nonostante sia un FATTO che ciò non è vero, significa che si è ben oltre la ratio, si è a livello di fanatismo religioso. C'è bisogno di credere che si ha tutti contro? Che si è meglio degli altri?
Non lo so proprio, ma so una cosa: una grossa fetta del problema viene dalle istituzioni. La libertà di scelta non può applicarsi per un bene comune. Se la tua libertà danneggia gli altri, non è più libertà ma prevaricazione. E in tal senso c'è uno spaventoso vuoto legislativo a cui ora si vuol porre rimedio.
Se dovessero far scegliere me di attivare o meno una centrale nucleare in un tal posto non avrei minimamente gli strumenti per sapere se è un bene o un male. Di certe cose che riguardano la comunità non potrei prendere decisioni, perché non avrei la preparazione per farlo. Lo vedete il problema?

Alla prossima

venerdì 24 marzo 2017

FISICHE SENSAZIONI

Ieri stavo riempiendo la lavatrice,e riflettevo sul fatto che se mi capitano per mano i vestiti appallottolati dei bambini riesco agevolmente a distinguerli tra loro dall'odore, e ciò mi ha portato a una riflessione su quanto la maternità, specie nei primi anni, sia fatta anche dei cinque sensi.


OLFATTO
Delle cose che più mi creano un legame di pancia coi bambini c'è sicuramente l'odore che emanano, ognuno distinguibile dall'altro: l'odore della loro pelle, ma anche quell'odore di sudorino che si forma sul collo mentre dormono e che la mattina ti avvolge quando ti abbracciano. E' peculiare nel bambini piccoli, perché non è sgradevole.
UDITO
Distingui le voci, sì d'accordo questa è facile, ma distingui anche la tosse, un inizio di pianto, il modo di respirare nel sonno, un "MAMMAAAA!" urlato a distanza, il pianto del tuo bambino in mezzo a una moltitudine al parco che urla, la sua voce nella classe dell'asilo mentre sei fuori ad aspettare che aprano, distinguibile seppur appena accennata con porte e finestre chiuse.
VISTA
Le palpebre azzurrate: con la pelle così sottile quando sono neonati, che distingui le venuzze sotto; i segni del ciuccio dopo la nanna, e poi, più grandi i segni del cuscino sul viso. Le ossa che cambiano forma man mano che crescono e le gambe e le braccia si allungano; il colore dei capelli che si scurisce, ma poi d'estate si schiarisce improvvisamente al primo sole, il sorriso che cambia.
TATTO
La pelle soffice e setosa, che ti dici pure: ma una volta l'avevo anche io così?! Davèr?! Le mani morbide come antistress; i piedini in faccia che li mangeresti, la testa piena di sonno appoggiata al petto o che ti sbava sulla spalla,ma anche le unghiette affilate sul viso, i capelli tirati (beh nel mio caso molto di rado avendo i capelli corti), la pipì in faccia, il vomito sul braccio. Poi quando crescono, le mani ossute nelle tue, già grandi mentre attraversi la strada, passare il balsamo tra i suoi capelli.
GUSTO
Ogni bacio su guance rigate di lacrime perché "Mi sono fatto male, mamma" sa di sale, sa di terra spesso, sa di amore sempre. 

Alla prossima.