Premessa: io amo i cattivi Disney, in generale hanno un iter più divertente e fantasioso dei rispettivi antagonisti buoni, anche se poi fanno una fine da idioti. Ci sono due tipi di cattivi in genere: quelli portati al male da brutte esperienze di vita, e quelli malvagi.
Due esempi: Scar è cattivo perché vissuto sempre nell'ombra opprimente del fratello, poi quando finalmente poteva dire "ok, mio fratello è un gran rompicoglioni, ma tra qualche anno erediterò il regno e vaffanculo", arriva Simba a rovinargli la piazza.
La strega di Biancaneve è cattiva e basta.
Il mio cattivo Disney per eccellenza è Hopper. La cavalletta di A bug's life. Mi piace perché è intelligente, ed un ottimo capo: "Prima regola del comando. Ogni cosa qui è colpa tua".
Inoltre, benché muoia tra atroci sofferenze ed in maniera abbastanza stupida, dà una lezione su uno dei miei punti cardine dell'essere genitore.
Una delle cose che non sopporto, in generale, è il concetto del "lasciar correre". Del tipo: "Che importa se fa capricci per come è vestito, non deve andare ad una festa da ballo, lo vesto come vuole", "Che importa se mangia con le mani, tanto poi lo pulisco", "Che importa se ha rotto questa cosa, tanto dovevo già buttarla".
Lo sciame di cavallette si trova in pieno deserto. Devono tornare dalle formiche per prendersi l'offerta raddoppiata di cibo; le cavallette non vogliono sobbarcarsi il viaggio a poca distanza dall'inizio dell'autunno, col rischio pioggia: c'è già abbastanza cibo per tutto l'inverno...
https://www.youtube.com/watch?v=bPW9mIrQcXA
"Non si tratta di cibo, si tratta di tenere quelle formiche in riga."
Ora, in maniera sicuramente meno truce e trasponendo alla vita di tutti i giorni, spesso non si tratta del motivo del capriccio, di per sé magari trascurabile.
Si tratta di educazione. L'educazione è figlia della coerenza, e la coerenza spesso può essere pedante: se lascio correre una cosa, quella cosa tornerà. E' assiomatico. A volte non ci costerebbe nulla accontentare, far finta di nulla. E' la cosa più semplice.
Se Simona mi risponde male, perché è stanca, arrabbiata, o che, potrei fare finta di nulla. Ma ha risposto male, e per quanto la punizione sarà lieve o comunque commisurata al momento, dal mio punto di vista DEVE esserci, o lei riterrà che rispondere male sia una cosa trascurabile.
Per questo mi piacciono i cattivi: offrono sempre spunti di riflessione.
Alla prossima!
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venerdì 8 gennaio 2016
venerdì 7 giugno 2013
FENOMENOLOGIA DEL MAIALE
Oggi parliamo di quel fenomeno virale che ha invaso televisione e case dei genitori di bambini da 1 a 8 anni: Peppa Pig.
Perché piace Peppa?
Tre sono le categorie nelle quali agisce il Peppa-fenomeno:
L'impatto visivo è determinante per catturare l'attenzione del pupo. Ci sono disegni molto semplici e molto ben definiti, gli oggetti sono facilmente riconoscibili anche da bambini molto piccoli e i colori vivaci e privi di sfumature rendono il tutto immediatamente fruibile. Il mondo di Peppa è bidimensionale, le leggi della fisica sono abbastanza stravolte (gli animali camminano perpendicolari a piani inclinati ripidissimi, le case sono più grandi dentro che fuori...), ma non così tanto da rendere il tutto totalmente inverosimile.
Rapidità. L'episodio medio dura al massimo 6 minuti: tempo di attenzione medio di un bimbo di 1 anno e mezzo. Si parte con la sigla. Peppa presenta la sua famiglia, una classica famiglia da quattro componenti: Mamma Pig, Papà Pig e il fratellino George che parla solo di dinosauri e piange a fontanella. Peppa vive in una bella casa gialla che sormonta una ripidissima collina, ha tanti amici che frequenta a scuola o nel parco, e una migliore amica, Susy Sheep, con la quale spesso litiga. Le storie sono semplici, veloci e tutte a lieto fine.
Immedesimazione. "Peppa sono io, mio fratello è una piaga proprio come George, che piange sempre per niente. Anche io ho i nonni che mi portano nel giardino, anche io ho tanti amici e un'amichetta con la quale litigo ma poi facciamo pace. Il mio papà aggiusta le cose ma è più bravo di Papà Pig perché non butta giù il muro quando deve appendere un quadro con un chiodino. La mia mamma mi fa mangiare le verdure proprio come Mamma Pig, ed è dolce come lei." Tutto qui. Per contro, anche i fratelli minori si possono immedesimare, perché George mostra spesso di avere capacità sorprendenti e surreali (come suonare il corno, lanciare lontanissimo il pallone ecc...).
Verrebbe da chiedersi se Peppa Pig sia effettivamente un cartone educativo: la risposta è sì e no. Peppa è un maialino che fa spesso le cose da maialino (saltare nelle pozzanghere di fango, grugnire, buttarsi a terra) e che piacciono a tutti i nostri maialini casalinghi. Non fa cose proprio riprovevoli come mettersi le zampette nel naso, ma dà libero sfogo ai suoi istinti. Peppa non sempre si comporta bene: è saccente, permalosa anche se quasi mai proprio disubbidiente. Il suo comportamento, però, viene ogni volta corretto e ogni volta lei ne esce sorridente. Quindi forse sta lì il suo aspetto educativo.
Perché piace Peppa?
Tre sono le categorie nelle quali agisce il Peppa-fenomeno:
- Impatto visivo
- Rapidità
- Immedesimazione
L'impatto visivo è determinante per catturare l'attenzione del pupo. Ci sono disegni molto semplici e molto ben definiti, gli oggetti sono facilmente riconoscibili anche da bambini molto piccoli e i colori vivaci e privi di sfumature rendono il tutto immediatamente fruibile. Il mondo di Peppa è bidimensionale, le leggi della fisica sono abbastanza stravolte (gli animali camminano perpendicolari a piani inclinati ripidissimi, le case sono più grandi dentro che fuori...), ma non così tanto da rendere il tutto totalmente inverosimile.
Rapidità. L'episodio medio dura al massimo 6 minuti: tempo di attenzione medio di un bimbo di 1 anno e mezzo. Si parte con la sigla. Peppa presenta la sua famiglia, una classica famiglia da quattro componenti: Mamma Pig, Papà Pig e il fratellino George che parla solo di dinosauri e piange a fontanella. Peppa vive in una bella casa gialla che sormonta una ripidissima collina, ha tanti amici che frequenta a scuola o nel parco, e una migliore amica, Susy Sheep, con la quale spesso litiga. Le storie sono semplici, veloci e tutte a lieto fine.
Immedesimazione. "Peppa sono io, mio fratello è una piaga proprio come George, che piange sempre per niente. Anche io ho i nonni che mi portano nel giardino, anche io ho tanti amici e un'amichetta con la quale litigo ma poi facciamo pace. Il mio papà aggiusta le cose ma è più bravo di Papà Pig perché non butta giù il muro quando deve appendere un quadro con un chiodino. La mia mamma mi fa mangiare le verdure proprio come Mamma Pig, ed è dolce come lei." Tutto qui. Per contro, anche i fratelli minori si possono immedesimare, perché George mostra spesso di avere capacità sorprendenti e surreali (come suonare il corno, lanciare lontanissimo il pallone ecc...).
Verrebbe da chiedersi se Peppa Pig sia effettivamente un cartone educativo: la risposta è sì e no. Peppa è un maialino che fa spesso le cose da maialino (saltare nelle pozzanghere di fango, grugnire, buttarsi a terra) e che piacciono a tutti i nostri maialini casalinghi. Non fa cose proprio riprovevoli come mettersi le zampette nel naso, ma dà libero sfogo ai suoi istinti. Peppa non sempre si comporta bene: è saccente, permalosa anche se quasi mai proprio disubbidiente. Il suo comportamento, però, viene ogni volta corretto e ogni volta lei ne esce sorridente. Quindi forse sta lì il suo aspetto educativo.
Comunque la si veda, Peppa piace da matti a tutti i bimbi...Io per conto mio la preferieco sotto forma di costolette...
martedì 31 luglio 2012
IL MONDO IMMAGINARIO
In questo post parlavo di cartoni animati che la nanerottola apprezza.
L'immarcescibile Heidi rimane nella top 10 delle visioni televisive preferite, ma ci sono new entry di cui vale la pena parlare.
LUNGOMETRAGGI DISNEY: Simona riesce a vedere tutto Monsters & Co., 3/4 di Nemo e la parte musicale di Gli Aristogatti. Il primo per ipnosi visiva: i mostri sono colorati, carini e c'è una bimba che le somiglia pure molto (nel modo di fare). Nemo idem, ci sono pesci e tartarughe (annoverate tra i suoi animali preferiti, in prima posizione c'è l'elefante, poi il cane, poi la tartaruga e il serpente...Sì, è originale, e allora??). Gli Aristogatti sono ballabili, anche se un po' troppo snob, quindi saltella in salotto a ritmo del Jazz (cit.)
PEPPA PIG: Non so cosa dire di questo bidimensionalissimo cartone animato. Ci sono famiglie di animali allocate su colline ripidissime in un paesaggio verdeazzurro rigorosamente in 2D (e disegnato mediocremente). I maiali, in particolare, sono una famiglia che ama saltare nelle pozzanghere di fango...Mah...In realtà il cartone (che dura massimo 10 minuti) è estremamente ironico, dunque non comprensibile ai bambini secondo me...Però i maiali grugniscono che è un piacere e ridono sempre alla fine della puntata, mettendo Simona di buon umore.
BARBAPAPA': God save Barbapapà. Se c'è un problema, di qualunque tipo: capricci, fame, sonno...Quegli strani gnoccoloni colorati e malleabili riescono a ipnotizzare qualsiasi bambino. Non so secondo quale principio piacciano così tanto, se per i disegni semplici con colori vivaci, o per il fatto che si possono trasformare in qualunque cosa...Resta di stucco, è un barbatrucco!
Tutto questo viene alternato con una certa frequenza, perché a Simona è concessa mezz'ora di tv la mattina o la sera, e la domenica cena con lungometraggio; per il resto preferiamo colorare e giocare al guardare la tv, finché dura...
PS: il post sul matrimonio lo scrivo di ritorno dalle ferie. Stay tuned!
L'immarcescibile Heidi rimane nella top 10 delle visioni televisive preferite, ma ci sono new entry di cui vale la pena parlare.
LUNGOMETRAGGI DISNEY: Simona riesce a vedere tutto Monsters & Co., 3/4 di Nemo e la parte musicale di Gli Aristogatti. Il primo per ipnosi visiva: i mostri sono colorati, carini e c'è una bimba che le somiglia pure molto (nel modo di fare). Nemo idem, ci sono pesci e tartarughe (annoverate tra i suoi animali preferiti, in prima posizione c'è l'elefante, poi il cane, poi la tartaruga e il serpente...Sì, è originale, e allora??). Gli Aristogatti sono ballabili, anche se un po' troppo snob, quindi saltella in salotto a ritmo del Jazz (cit.)
PEPPA PIG: Non so cosa dire di questo bidimensionalissimo cartone animato. Ci sono famiglie di animali allocate su colline ripidissime in un paesaggio verdeazzurro rigorosamente in 2D (e disegnato mediocremente). I maiali, in particolare, sono una famiglia che ama saltare nelle pozzanghere di fango...Mah...In realtà il cartone (che dura massimo 10 minuti) è estremamente ironico, dunque non comprensibile ai bambini secondo me...Però i maiali grugniscono che è un piacere e ridono sempre alla fine della puntata, mettendo Simona di buon umore.
BARBAPAPA': God save Barbapapà. Se c'è un problema, di qualunque tipo: capricci, fame, sonno...Quegli strani gnoccoloni colorati e malleabili riescono a ipnotizzare qualsiasi bambino. Non so secondo quale principio piacciano così tanto, se per i disegni semplici con colori vivaci, o per il fatto che si possono trasformare in qualunque cosa...Resta di stucco, è un barbatrucco!
Tutto questo viene alternato con una certa frequenza, perché a Simona è concessa mezz'ora di tv la mattina o la sera, e la domenica cena con lungometraggio; per il resto preferiamo colorare e giocare al guardare la tv, finché dura...
PS: il post sul matrimonio lo scrivo di ritorno dalle ferie. Stay tuned!
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