mercoledì 27 febbraio 2013

I TEMPI DEI BAMBINI

Qualche giorno fa leggevo un articolo (non ricordo dove) sul rispetto dei tempi dei bambini. L'attesa, che per alcuni genitori è vissuta con molta ansia, del "è pronto per...?". 
Non mi ero mai posta il problema, ma ora siamo in una fase cruciale dell'evoluzione di Simona. In ballo ci sono tre tappe fondamentali: lo spannolinamento, il ciuccio notturno e il vestirsi da sola. 
Mi ricordo che "prima" pensavo: "Ma guarda, ha quasi tre anni ed ha ancora il pannolino!" dei bambini di cui mi occupavo come baby sitter. Poi mi sono scontrata con la realtà e ho capito che è una baggianata imporre tempi. Me ne sono resa conto quando Simona ha deciso di camminare a 20 mesi (tardissimo) e ha atteso di essere davvero pronta, davvero sicura (infatti a 20 mesi camminava come gli altri bambini di 20 mesi, a dispetto del fatto che magari lo facesse da una settimana soltanto!). Esclusi dei ritardi da parte sua o delle disfunzioni fisiologiche, mi ero messa l'anima in pace: la stimolavo, camminavamo tantissimo insieme, ma è stato quando LEI si è sentita pronta, che finalmente si è staccata.
Ora stiamo affrontando un pre-spannolinamento: va in bagno a richiesta e va in bagno con gli altri bambini all'asilo nido. Questo "a richiesta" diventa ogni giorno più frequente, e a breve, magari nel giro di un mesetto, credo che sarà pronta per togliere tutto. Ma non la forzerò. Perché ho capito che ad alcune tappe arrivano in qualche modo da soli, e un esempio è il ciuccio. Lo usa solo per la nanna notturna. Da qualche giorno va nel letto e mi dice "Io sono grande!", si guarda intorno, guarda i suoi pelouches, cazzeggia un po'...Lo vedo che sta arrovellandosi su qualcosa. Le dico: "Sei grande? Molto molto bene tesoro, buonanotte!". Faccio per spegnere la luce, lei dice "Buonanotte!" ma non è tranquilla. Mi allontano piano piano..."Mamma?" "Dimmi?" "Io sono piccola..." "Aaaah, e quindi?" "Mi dai ciuccino?" Io sorrido, perché proprio su questo tema, sta facendo tutto da sola. Il ragionamento del ciuccio associato al fatto di essere piccola, lo sta elaborando lei. Io tempo fa le avevo detto: "Sai il ciuccio è una cosa per bambini piccoli...Lasciamo il ciuccio alla tua cuginetta Vera che è appena nata?" Era un blando tentativo, risoltosi con un "NO" e non ci avevo più provato. Però forse questi discorsi hanno continuato a lavorare in lei, ed ora è combattuta con se stessa, non con noi. Vedremo come andrà a finire...
Sto spingendo invece perché si vesta (in parte) da sola, siamo arrivati a mettere calze e pantaloni la mattina. Vedo che la cosa le da soddisfazione quando riesce. Le piace fare le cose da sola: pettinarsi, lavarsi i denti, riordinare il letto...
Spingiamo molto su questo suo modo di essere: le soddisfazioni nella vita sono sempre più rade, man mano che si cresce...Lasciamo che si goda tutto quello che può.

giovedì 14 febbraio 2013

DONNE CHE CRESCONO ALTRE DONNE

Non è che non ci pensi. Ci pensi eccome. Sai com'eri tu da adolescente, sai le cose che hai fatto e quelle che non hai fatto e ti domandi: sono pronta ad affrontare tutto questo? Tralasciando la normalità (conflitti con i genitori, richieste di denaro, oggetti, motorini, lasciatemi in pace, voglio prendere la pillola ecc...), arrivi alla domanda: "Cosa faresti se tua figlia....?"
Se mia figlia cosa? Se si drogasse (fa molto anni '80)? O se la sua massima aspirazione fosse farsi comprare una casa a Milano 2 da un sedicente politico? (Spero che quello che abbiamo noi adesso, per allora sia quantomeno fuori uso). Se le domande sono infinite, la risposta è una sola: non lo so.

Però ho dei desideri e delle paure: vorrei non dovermi preoccupare ed occupare della sua sessualità, in qualunque modo essa sia orientata. Una volta che le avremo trasmesso affettività, ed insegnato il rispetto per sé e per gli altri, per ciò che mi riguarda se le piaceranno gli uomini ok, le se piaceranno le donne ok, purché non debba soffrirne. (E qui in Italia ho forti timori a riguardo.)
"Il rispetto per sé stessa"...Significa che non sarò mai una di quelle madri che dicono rispetto alla propria figlia: "Beh, se è servito a far carriera...!". Giuro. Esistono.
Vorrei, ma forse questo è il primo punto, che si mantenesse sempre in salute. 
Vorrei che fosse autonoma, indipendente, soprattutto nel pensiero.

Ho paura. Ho paura di tante cose, per ogni fascia di età che si troverà ad affrontare. Ho paura perché a me una sola volta un ragazzo ha alzato le mani e per me è stata l'ultima che avrei tollerato. Lei cosa farà, se mai si troverà di fronte allo strazio per un nascente amore e lo sconcerto per le botte subite? Ho paura che si trovi in una situazione come quel siparietto nauseabondo che abbiamo visto tutti (leggete qui, è un'ottima analisi della questione, che condivido appieno) e che non sappia bene cosa fare.
Ho paura che rimanga delusa da se stessa, a me è capitato tante volte. 

Ma siccome non sono da sola a dover affrontare tutto questo, mi armo di ottimismo e andiamo avanti. Anche oggi che è san Valentino, e suo padre si è presentato con la colazione a letto sia per me che per lei. Siccome era nella sua camera e io mi stavo godendo questo vizio da sposini, mi sono persa lei seduta sul suo letto a bersi il latte e nesquik, con i capelli tutti scarmigliati e quell'odore di sudorino infantile della notte che ha addosso la mattina...