Sabato la giornata era tutta per me. Nel pomeriggio sono uscita e nell'attesa di una manicure, ho fatto un giro in una nota catena di intimo. Ho comprato cose per me, e per Simona degli slippini tutti colorati. Rimango un attimo perplessa dall'ultimo capo, perché è rosso, e ha dei cuoricini stampati su...Mi domando se non sia troppo allusivo, poco infantile, poi decido di prenderli. Mentre sto per andare in cassa mi cade l'occhio sulla fila in alto. Guardo meglio. Non mi sono sbagliata, sono reggiseni per bambine. Brassière per bambine di 8 anni.
A pochi metri, una bionda fanciulla stava tartassando sua madre per farsi comprare una brassiere. Una bambina completamente piatta, perché completamente bambina.
Quando sono tornata a casa, ho controllato sul sito della catena: esistono reggiseni IMBOTTITI taglia 10 anni...
"E io ero qui a domandarmi se fossero opportune le mutande con su i cuoricini?" Ho pensato tra me e me, un po' sconsolata.
Una bambina è una bambina, ed è ovvio che voglia fare la grande. Lo fanno tutte, quando provano le scarpe col tacco di mamma, o il reggiseno di mamma, fanno un gioco. Il gioco è divertente, anche buffo.
Ma se si compra a una bimba un reggiseno imbottito a 10 anni, beh, per me non è più un gioco. E' un atteggiamento. Un atteggiamento pericoloso.
Spero davvero che siano pochi i genitori, o parenti sprovveduti, che lo comprano, perché altrimenti non mi spiegherei per quale cavolo di motivo si sta sempre iperattenti a quello che mangiano, alle scuole che frequentano, che facciano abbastanza sport, che siano sempre al top in tutto...E poi si consente loro una sessualizzazione precoce e inopportuna, nonché, ripeto, pericolosa. E non è questione di essere o meno mentalmente aperti: a 10 anni si è bambini. Punto. Se anche il corpo stesse iniziando a svilupparsi, all'interno della scatola cranica c'è una piccola Elsa che balla ancora Let it Go, magari ora di nascosto. Ed è giusto che sia così. Se a questa bambina mettiamo due tette finte e la mandiamo nel mondo, se va bene sarà circondata da compagni di classe che la troveranno quantomeno ridicola. Se va male troverà un adulto.
Alla prossima.
lunedì 25 maggio 2015
giovedì 16 aprile 2015
LA SINTESI DELLE FIGURE DI MERDA
La genetica non mente. E Simona è esattamente come me: da bambina amavo mettere in imbarazzo gli adulti. Ecco alcuni esempi.
Una domenica decidiamo di pranzare al ristorante, che è di proprietà dei genitori di un compagno di classe di Simona: Federico.
Scambiamo due parole con la mamma di Federico, la quale domanda: "Allora Simona, Federico è bravo all'asilo?"
"Beh, no." Serissima. Definitiva. Inappellabile.
Spesso incrociamo nei pressi del parco un uomo con un carlino nero, ormai anzianotto. Aveva già fatto osservazioni sull'aspetto del cane, ma era più piccola e si capiva meno quello che diceva. L'altro ieri:
"Mamma, ma come fa questo cane ad essere così brutto, ma tanto brutto!", ad alta voce.
"Simona, alcune razze di cane hanno il muso schiacciato, sono così carini!"
"No, assembra che si è fatto male"
"Mamma questo signore ha la sedia con le rotelle che va da sola"
"Sì, Simona, è una sedia a rotelle elettrica." Il signore sorride, benevolo.
Normalmente non mi imbarazzo di fronte a persone con disabilità, se Simona fa domande. E' stata la postilla: "Sì, assembra un passeggino così con le rotelline piccole, è buffo." Ecco forse il "buffo" me lo sarei risparmiato.
Sull'altalena, parlando a tutti quelli presenti nel parco, probabilmente.
"Mamma!! Ma quando io e Alessandro siamo usciti dalla patata tua, c'era tanto sangueeeeh?!"
"Ehm, un pochino, magari non gridare che alle altre persone non interessa"
"Ok...Ma poi l'hai pulito via?"
Alla prossima!
Una domenica decidiamo di pranzare al ristorante, che è di proprietà dei genitori di un compagno di classe di Simona: Federico.
Scambiamo due parole con la mamma di Federico, la quale domanda: "Allora Simona, Federico è bravo all'asilo?"
"Beh, no." Serissima. Definitiva. Inappellabile.
Spesso incrociamo nei pressi del parco un uomo con un carlino nero, ormai anzianotto. Aveva già fatto osservazioni sull'aspetto del cane, ma era più piccola e si capiva meno quello che diceva. L'altro ieri:
"Mamma, ma come fa questo cane ad essere così brutto, ma tanto brutto!", ad alta voce.
"Simona, alcune razze di cane hanno il muso schiacciato, sono così carini!"
"No, assembra che si è fatto male"
"Mamma questo signore ha la sedia con le rotelle che va da sola"
"Sì, Simona, è una sedia a rotelle elettrica." Il signore sorride, benevolo.
Normalmente non mi imbarazzo di fronte a persone con disabilità, se Simona fa domande. E' stata la postilla: "Sì, assembra un passeggino così con le rotelline piccole, è buffo." Ecco forse il "buffo" me lo sarei risparmiato.
Sull'altalena, parlando a tutti quelli presenti nel parco, probabilmente.
"Mamma!! Ma quando io e Alessandro siamo usciti dalla patata tua, c'era tanto sangueeeeh?!"
"Ehm, un pochino, magari non gridare che alle altre persone non interessa"
"Ok...Ma poi l'hai pulito via?"
Alla prossima!
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