Oggi Alessandro compie 3 mesi. Avevo rimosso alcuni passaggi della fase 0-3 mesi (allatto sì, posso riassumere questa cosa come "due palle mostruose"):
- Procedura allattamento: se ha molta fame si attacca, stimola il riflesso di emissione, il getto di latte gli arriva in gola e si strozza...ma a differenza degli altri neonati non è che si stacca e tossisce: strabuzza gli occhi, diventa rosso e va in apnea. Continuando a cucciare. Allora mi allontano io. Quando ha finito soffia..Davvero. Soffia sulla tetta. Ho cercato su internet se c'erano precedenti, ma a quanto pare Alessandro è l'unico. Me ne farò una ragione...
- Unghie assassine: le unghiette dei neonati sono dei rasoi affilati che affondano nella vostra pelle, e per quanto voi siate accurati a tagliarle ci sarà sempre un angolino assassino che vi artiglierà la faccia. La procedura di taglio unghie:
1) Alla poppata ricordarsi di portare la forbicina apposita sul tavolino in salotto, altrimenti i vostri neuroni dimenticheranno istantaneamente della necessità di questa operazione fino a nuovo graffio.
2) quando è addormentato sulla sdraietta vicino alla finestra effettuare una manovra di avvicinamento carponi sul parquet
3) afferrare delicatamente la manina e tagliare rapidamente
4) non fare alcun rumore, non stringere troppo le microditine
5) scivolare come un giaguaro silenzioso dietro il pupo e porsi dall'altro lato per fare l'altra manina
6) nel caso di irrigidimenti o mugugni...Sospendere l'operazione e attendere la quiete.
- L'invasione di merda: non importa quale taglia o marca di pannolini usiate, quando è quella grossa trasborda. Sotto o sopra...o nei capelli alle 4 del mattino. Riesco a lavare quei body solo con l'uso della candeggina.
- The Exorcist: a volte non rigurgita per giorni. Ma ci sono giorni in cui rigurgita a getto, saltando il bavaglino e arrivando direttamente sui miei vestiti.
- Telepatia: fate questo esperimento. Mentre il pupo dorme pensate intensamente "Ora mi faccio una doccia di mezz'ora" oppure "ehi, approfitto di questa quiete per farmi una maschera di argilla/manicure/leggere un libro". Istantaneamente il pupo emetterà un suono dal suo caldo angolino di nanna, come a dire "cosa vorresti fare tu?!".
E la cosa divertente del provare tutto questo una seconda volta, è che gli stessi passatempi che avevo 3 anni e mezzo fa sono tutt'ora validi: c'è sempre una puntata della signora in giallo, o una televendita di un frullatore che ti ha sempre attirato da vedere mentre si allatta. C'è sempre un bollitore pronto per il the caldo o la tisana rilassante. C'è sempre a portata di giretto la pasticceria migliore della zona, un mercato, l'estetista che ti fa le sopracciglia col pupo addormentato accanto...Di nuovo c'è e ci sarà sempre una figlia più grande cui il pupattolo riserva i sorrisi più belli quando torna dall'asilo (a proposito: non chiamatelo asilo o si incazza...È la scuola materna. Punto.)
mercoledì 22 gennaio 2014
venerdì 17 gennaio 2014
L'IMPORTANZA DEI NONNI
Oggi mi sono ricordata che mia nonna Albina ci faceva divertire incendiando la carta delle arance e facendola volare. Mi ricordo che ci portava al mercato e talvolta prendeva delle caramelle ripiene di liquirizia che mi piacevano tanto, oppure dal droghiere prendeva un pezzo di pancetta tesa e delle rosette con cui fare panini a merenda. Quando ero più piccola e mia sorella forse non se lo ricorda o non era ancora nata, prendeva le anguille vive dal pescivendolo e mi ci faceva giocare.
Mi devo concentrare sui bei ricordi perché mia nonna materna è stata un incubo in terra e, nel mio caso, una ossessione. Me la sogno ancora viva e nel sogno lei ha sempre l'Alzheimer e si fa la pipì addosso e per qualche motivo ogni volta diverso io sono ancora una giovane donna che vive coi propri genitori e lei è tornata dall'istituto e dormirà ancora nella stanza accanto gridando e alzandosi un sacco di volte di notte confusa. Dicono che sono i sogni dei reduci questi, o di chi ha accudito un malato grave per molti anni. Io non l'ho accudita, ma quando ci vivi a contatto così stretto forse è inevitabile.
Mia nonna paterna la conoscevo meno. Era di personalità ruvida e aveva i tratti matronali delle donne del sud. Mi chiamava per nome con una inflessione d'accento irripetibile che mi faceva sorridere. Lei è stata l'unica persona cui ho detto addio davvero. Due giorni prima che morisse sono stata nella terapia intensiva in cui era ricoverata. Aveva l'ossigeno, parlava a fatica e lo sguardo di chi sta già guardando oltre. Ha sorriso e mi ha detto che il suo vicino di letto non si era mai svegliato che si sentiva molto stanca e dolorante...devo averle detto le solite frasi che si dicono in questi casi "dai che ti rimetterai presto" o una analoga. Lei mi ha guardato negli occhi con una lucidità spaventosa e mi ha detto con voce ferma "Sarah ma tu pensi che sia vita questa qui?!" E io le ho risposto. Le ho detto: no, per me non lo è; secondo me è vita finché uno trova le ragioni per lottare, quando queste vengono a mancare val la pena chiudere gli occhi.
Ci siamo salutate.
Dei miei nonni ricordo soprattutto i sorrisi. Di mio nonno materno solo quello perché è morto quando avevo sei anni. Mio nonno Nino lo ricorderò sempre in canottiera bianca e pantaloni cachi che si guardava la cavalleria rusticana in tv. Ricordo i canarini e le partite a settemmezzo a natale. Ricordo che finché anche la sua testa non è naufragata, ci ha sempre difeso.
Tutti e quattro li ricordo nei loro feretri e nessuno dei miei figli ha potuto conoscerli. Non ho potuto nemmeno far vedere loro quello che sono diventata...
Io non so se i nonni sono fonte di saggezza. ..secondo me dipende dal singolo. Sono sicuramente fonte di storie legate a un passato lontano che ricordo con curiosa precisione... Io a 35 anni posso dire serenamente che nessuno dei miei nonni era una persona facile. Forse nemmeno mio nonno materno, in gioventù incline alle risse e dallo spirito "ribelle" (almeno questo mi raccontava mia nonna). Alcuni aspetti del loro carattere li ho capiti molti anni dopo. Mia nonna paterna è dovuta crescere sposandosi (a 14 anni...sì, non c'era Violetta allora) e forse certi aspetti spigolosi o amari della vita ha dovuto impararli molto in fretta. Ho sempre pensato che lei e mio nonno avessero stabilito una sorta di equilibrio se non proprio di amore. Quando poi sono stata adulta e ho capito diverse cose, mi sono resa conto che non mi ero poi sbagliata.
Tutti questo per dire cosa? Che credo che i miei bambini debbano crearsi un pacchetto di ricordi piacevoli coi propri nonni, perché non resti nel futuro di loro solo l'immagine di quando saranno troppo vecchi per giocare. Non potrò dir loro come sono fatti, perché un figlio ha una visione ben distinta di un nipote. Ma sapranno loro arricchirsi, visto che sono abbastanza fortunati da poterlo fare.
Mi devo concentrare sui bei ricordi perché mia nonna materna è stata un incubo in terra e, nel mio caso, una ossessione. Me la sogno ancora viva e nel sogno lei ha sempre l'Alzheimer e si fa la pipì addosso e per qualche motivo ogni volta diverso io sono ancora una giovane donna che vive coi propri genitori e lei è tornata dall'istituto e dormirà ancora nella stanza accanto gridando e alzandosi un sacco di volte di notte confusa. Dicono che sono i sogni dei reduci questi, o di chi ha accudito un malato grave per molti anni. Io non l'ho accudita, ma quando ci vivi a contatto così stretto forse è inevitabile.
Mia nonna paterna la conoscevo meno. Era di personalità ruvida e aveva i tratti matronali delle donne del sud. Mi chiamava per nome con una inflessione d'accento irripetibile che mi faceva sorridere. Lei è stata l'unica persona cui ho detto addio davvero. Due giorni prima che morisse sono stata nella terapia intensiva in cui era ricoverata. Aveva l'ossigeno, parlava a fatica e lo sguardo di chi sta già guardando oltre. Ha sorriso e mi ha detto che il suo vicino di letto non si era mai svegliato che si sentiva molto stanca e dolorante...devo averle detto le solite frasi che si dicono in questi casi "dai che ti rimetterai presto" o una analoga. Lei mi ha guardato negli occhi con una lucidità spaventosa e mi ha detto con voce ferma "Sarah ma tu pensi che sia vita questa qui?!" E io le ho risposto. Le ho detto: no, per me non lo è; secondo me è vita finché uno trova le ragioni per lottare, quando queste vengono a mancare val la pena chiudere gli occhi.
Ci siamo salutate.
Dei miei nonni ricordo soprattutto i sorrisi. Di mio nonno materno solo quello perché è morto quando avevo sei anni. Mio nonno Nino lo ricorderò sempre in canottiera bianca e pantaloni cachi che si guardava la cavalleria rusticana in tv. Ricordo i canarini e le partite a settemmezzo a natale. Ricordo che finché anche la sua testa non è naufragata, ci ha sempre difeso.
Tutti e quattro li ricordo nei loro feretri e nessuno dei miei figli ha potuto conoscerli. Non ho potuto nemmeno far vedere loro quello che sono diventata...
Io non so se i nonni sono fonte di saggezza. ..secondo me dipende dal singolo. Sono sicuramente fonte di storie legate a un passato lontano che ricordo con curiosa precisione... Io a 35 anni posso dire serenamente che nessuno dei miei nonni era una persona facile. Forse nemmeno mio nonno materno, in gioventù incline alle risse e dallo spirito "ribelle" (almeno questo mi raccontava mia nonna). Alcuni aspetti del loro carattere li ho capiti molti anni dopo. Mia nonna paterna è dovuta crescere sposandosi (a 14 anni...sì, non c'era Violetta allora) e forse certi aspetti spigolosi o amari della vita ha dovuto impararli molto in fretta. Ho sempre pensato che lei e mio nonno avessero stabilito una sorta di equilibrio se non proprio di amore. Quando poi sono stata adulta e ho capito diverse cose, mi sono resa conto che non mi ero poi sbagliata.
Tutti questo per dire cosa? Che credo che i miei bambini debbano crearsi un pacchetto di ricordi piacevoli coi propri nonni, perché non resti nel futuro di loro solo l'immagine di quando saranno troppo vecchi per giocare. Non potrò dir loro come sono fatti, perché un figlio ha una visione ben distinta di un nipote. Ma sapranno loro arricchirsi, visto che sono abbastanza fortunati da poterlo fare.
Iscriviti a:
Post (Atom)