Ho sognato un prato verdissimo, circondato da montagne altrettanto verdi, sotto un cielo plumbeo di pioggia; in questo prato se scostavi l'erba, c'erano pozzanghere d'acqua limpida. Correvo e dentro alcune di queste pozzanghere c'erano dei pesci molto piccoli blu e argentati, che si muovevano velocissimi a zig zag.
Ho sognato che vedevo Simona, vestita di un abitino bianco che aveva, e che ora le andrebbe piccolissimo. Saltava dentro queste pozzanghere a piedi nudi. Le correvo incontro dicendole di stare attenta a non fare del male ai pesci, ma quando la raggiungevo, nella sua pozza i pesci non c'erano. Allora saltavamo insieme, e l'acqua era fresca e iniziava a piovere. Le davo la mano e improvvisamente la sua mano era grande come la mia, ma affusolata, e improvvisamente aveva 20 anni, i capelli castani raccolti sulla testa e mi guardava sorridendo e mi diceva con voce adulta "i pesci non ci sono, mamma, gli ho detto di andare via perché dovevo saltare".
Mi sono svegliata con la certezza che dentro di me non sarò mai pronta al 100% all'idea di vederla adulta, perché sarò un po' fiera e un po' spaventata e le due cose continueranno a girare dentro di me senza mescolarsi mai veramente, come acqua e olio.
Mi sono svegliata e ho pensato che tutto questo è nel futuro, ma che già ora posso in qualche modo sentirlo quando mi dice "da sola"; e ho capito che non mi resta che continuare io stessa a saltare nelle pozzanghere e ad insegnarle che crescendo non è necessario essere sempre sempre seri e preoccupati. Io ci provo a non esserlo, ci provo a saltare e ridere senza scopo...Una volta ero più brava in questo, ma credo che invecchiando sia sempre più difficile, perché devi trovare dei momenti per farlo, sepolti nella quotidianità. E allora perdi lo stupore del momento che nasce da sé.
Non resta che sorridere insieme, tutti e tre, costruire e sorridere e saltare. Pazienza se piove.
giovedì 17 gennaio 2013
lunedì 7 gennaio 2013
ECCO A VOI IL NUOVO ANNO, UGUALE ALL'ALTRO ANNO.
Il capodanno è andato come doveva andare, io praticamente dormivo alle 23, lei pure, ma la montagna quest'anno se l'è goduta: slittino e rotolarsi nella neve e il pupazzo, e le slitte coi cavalli, e la giostrina vintage di legno...Avoriaz è un bel posto per famiglie, niente auto, solo slitte, 1840m di altitudine, aria buona e (siamo stati fortunati) sole. Mio marito (perché mi fa ancora effetto
dirlo?) si è sfogato di snowboard, e ci siamo presi le solite 24 ore di
nevicata galattica che fa molto molto Natale. Peccato essere in un
monoloculo che la tomba di famiglia a confronto è un loft.
Il rientro alla vita di tutti i giorni è sempre uguale, ogni anno dico le stesse cose, compreso l'immancabile: "e l'anno prossimo partiamo con meno roba, che tanto poi devo lavare tutto lo stesso e avrò messo meno della metà della valigia". Non è colpa mia, è che noi umani siamo fatti così.
Siamo tornati tutti con un colorito migliore, un blocco di fois gras de canard, e dei formaggi puzzolenti (comme d'habitude); io mi leggo in faccia la solita stanchezza, felicissima di riprendermi il mio letto, le mie abitudini, la mia cucina a gas che con le piastre elettriche ci metto una settimana ad adattarmi.
Vi sembrerà un post poco entusiastico per essere un dopoferie. Non lo è: sono io che mi sono scoperta un po' ripetitiva nei gesti e nelle aspettative, e ripetitiva anche nello stupirmi di quanto Simona sia incredibilmente più grande dell'anno scorso, di quanto intrecci relazioni (per lo più utilitaristiche, abbiamo notato) complesse e forse più esigenti...Per non parlare del fatto che l'anno scorso in questo periodo nemmeno camminava: Avanzava appoggiandosi ai mobili, quest'anno dice pure "Ca**o!" se non riesce ad infilarsi lo zaino da sola e, non dicendo bene la Z, viene fuori "Caccio!" che è anche il modo con cui dice "Ghiaccio". Stendiamo un velo pietoso...Stiamo facendo finta di nulla...Speriamo funzioni!
A la prochaine!
Il rientro alla vita di tutti i giorni è sempre uguale, ogni anno dico le stesse cose, compreso l'immancabile: "e l'anno prossimo partiamo con meno roba, che tanto poi devo lavare tutto lo stesso e avrò messo meno della metà della valigia". Non è colpa mia, è che noi umani siamo fatti così.
Siamo tornati tutti con un colorito migliore, un blocco di fois gras de canard, e dei formaggi puzzolenti (comme d'habitude); io mi leggo in faccia la solita stanchezza, felicissima di riprendermi il mio letto, le mie abitudini, la mia cucina a gas che con le piastre elettriche ci metto una settimana ad adattarmi.
Vi sembrerà un post poco entusiastico per essere un dopoferie. Non lo è: sono io che mi sono scoperta un po' ripetitiva nei gesti e nelle aspettative, e ripetitiva anche nello stupirmi di quanto Simona sia incredibilmente più grande dell'anno scorso, di quanto intrecci relazioni (per lo più utilitaristiche, abbiamo notato) complesse e forse più esigenti...Per non parlare del fatto che l'anno scorso in questo periodo nemmeno camminava: Avanzava appoggiandosi ai mobili, quest'anno dice pure "Ca**o!" se non riesce ad infilarsi lo zaino da sola e, non dicendo bene la Z, viene fuori "Caccio!" che è anche il modo con cui dice "Ghiaccio". Stendiamo un velo pietoso...Stiamo facendo finta di nulla...Speriamo funzioni!
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